Intervista su "Il Resto del Carlino", a Rubiera si vincono i Campionati Italiani

"La Dosso alle Olimpiadi? Io ci credo" 

Baldini elogia la velocista (campionessa italiana sui 100 metri): "E’ superlativa. Parte sempre a razzo e ora sa reggere fino in fondo".

di Claudio Lavaggi

Di primo acchito il titolo italiano vinto da Zaynab Dosso sui 100 metri ai campionati di Padova parrebbe appartenere alle Fiamme Azzurre: e così è ufficialmente, anche se dietro c’è tutta la storia di Zaynab, arrivata a Rubiera dalla Costa d’Avorio undici anni fa, italiana dal 2016, tesserata per anni dalla Corradini Rubiera, la stessa società di Stefano Baldini.E proprio Stefano, che è tecnico della società gialloverde dopo aver ricoperto quello di c.t. azzurro, cita un simpatico aneddoto: "Sì – dice l’olimpionico – quando tre anni fa le Fiamme Azzurre mi chiesero della Dosso e di altre due atlete, io risposi che non sbagliavano ad arruolarle tutte e tre e che se avessi scommesso su chi poteva disputare le olimpiadi di Tokyo, beh, lo avrei fatto su Zaynab".

Lei ha seguito i campionati italiani?

"Sì, sabato ero a Padova, un bell’impianto che mi ha fatto andare indietro nei ricordi. Molti anni fa, proprio a Padova corsi un 3.000 metri e c’era anche Bubka che portò il mondiale dell’asta a 6,12. Ma tornando allo scorso week end credo siano stati buoni campionati, pur con tutti i problemi della pandemia". 

Sui reggiani?

"Direi bene, forse la Guarriello ha sofferto il tanto vento a favore. Sembra una cosa strana, a dirsi, ma un forte vento a favore ti spinge contro l’ostacolo e questo non va bene".

E sulla Dosso?

"Superlativa mi pare l’aggettivo giusto. Credo abbia patito molto il lockdown, ripartendo con risultati di secondo piano, ma poi ha lavorato molto, non ha mollato, ci ha creduto e la sua vittoria supera quella del 2019".

Ma un titolo non vale un altro? "Nel suo caso no. Intanto va più forte, parte sempre a razzo, ma ora sa reggere sino in fondo e ha messo dietro tutte le compagne di nazionale. Per la staffetta olimpica, se tutto procede normalmente, può sicuramente far bene". 

Parliamo di Olimpiadi a 16 anni tondi dalla sua vittoria di Atene? 

"Un sogno di carriera avverato, anche se ero passato per tante altre soddisfazioni internazionali. A tutti dico di crederci, lavorare ogni giorno, dare sempre continuità al lavoro e magari ai tecnici dico anche di non far rischiare infortuni ai ragazzi, perché poi devono ricominciare da zero".

Lei ne allena diversi, a Rubiera. 

"A parte i fratelli Dini, la Straneo e Riva seguo anche alcuni giovani della Corradini. Siamo andati in ritiro al Sestrière, così ho potuto farli correre sull’anello intitolato al mio nome".

Torniamo alla Dosso, i tempi di Padova erano ventosi, il suo primato regolare è di 11’’43, proprio come quello di una certa Virna De Angeli… 

"Ah – ride Baldini – certo, lo stesso tempo di mia moglie, ma penso che l’11’’35 appena ventoso sia già migliore. Di sicuro Virna (che allena la figlia Alessia, ndr) non è invidiosa, quando esce qualcosa di buono dal campo di Rubiera siamo tutti strafelici". Questo testimonia il grande movimento che c’è a Rubiera?

"Sì, il gruppo s’ingrossa, un problema in più per gli allenatori e uno in meno per il movimento. Adesso si allena con noi anche Sara Nestola della Self e ai tricolori di Modena di metà ottobre potremmo portare una dozzina d’atleti. E a proposito di tecnici voglio citare proprio Loredana Riccardi, che segue la Dosso; in precedenza ha allenato altre ragazze arrivate in nazionale a livello giovanile. Ora Loredana inizia ad avere un curriculum importante".

E quello di Stefano Baldini, proprio mentre scadono i mandati federali?

"Io sono un dipendente sul mercato, non ho accordi elettorali, non ho procuratori. Sono uno dei pochi che lavora professionalmente nell’atletica italiana e non vorrei andare a lavorare per qualcun altro all’estero".