Su Sette del Corriere della Sera, come si sceglie una scarpa da running?

Plantari, suola basculante, misure. I consigli del campione.

Stefano Baldini, oro nella maratona all’Olimpiade di Atene 2004, oggi allena giovani atleti che si preparano a Tokyo 2020. Su come scegliere un paio di scarpe spiega: “E’ importante sapere come appoggiate il piede, filmatevi durante la corsa” di Lorenza Cerbini

Coloratissime, leggerissime, aerodinamiche. Scegliere la sneaker giusta per competizioni o tempo libero può portare al mal di testa. Che fare? “Suggerisco di rivolgersi a un negozio specializzato”, dice Stefano Baldini, oro ai Giochi di Atene 2004, un atleta che a quarantanove anni ha ancora voglia di divertirsi, correndo. “In carriera ho percorso 220mila chilometri. Sono ancora in forma ed esco circa quattro volte la settimana”. La sua ultima gara a novembre, ritornato in quello stesso stadio, il Panathinaiko, in cui baciò la medaglia olimpica. “Avevo un obbiettivo normale, di chiudere in meno di tre ore e ci sono riuscito”. Un uomo prezioso per l’atletica italiana. A Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, dove abita, allena sia giovanissimi sia campioni come la primatista italiana Valeria Straneo e il tricolore dei diecimila metri Lorenzo Dini. “Sono venuti a vivere qui e li seguo a tempo pieno”. L’obiettivo è Tokyo 2020. “Le selezioni si concluderanno il 29 aprile e l’Italia dovrebbe riuscire a portare sei atleti. Il mese prossimi spero di andare a visionare il percorso olimpico, che non è più a Tokyo, ma 800 km più in su, a Sapporo. Una scelta dovuta a ragioni climatiche, per evitare che gli atleti si sentano male per il grande caldo”. La domenica mattina, Baldini dispensa consigli su Radio DJ e tutti possono ascoltare e poi praticare. Suggerimenti basilari e utili.
“È importante sapere come si appoggia il piede durante la camminata e la corsa. Lavorando in palestra nei mesi invernali col tapis roulant e una telecamera che riprende l’azione si ottengono informazioni importanti”. Mai gettare le scarpette già utilizzate, anche se bucate e con il battistrada usurato. “In fase di acquisto, vanno portate con sé. Punti di attrito e stato generale forniscono indicazioni preziose per la scelta delle nuove sneaker”.
Buona idea usare i plantari e i supporti in gel per i talloni? “Dipende dalle persone. Chi è in sovrappeso o ha problematiche anatomiche, come le ginocchia a X, può avere bisogno di un sostegno extra. I plantari devono però essere forniti da un bravo specialista. I talloncini non li consiglierei, modificano l’assetto delle sneaker che nascono con intersuola e suola in materiali assorbenti, anti shock”.
Un po’ più grande oppure strettina. Comfort o prestazione a volte si scontrano. “La misura è una questione soggettiva – dice Baldini - I calciatori e gli sprinter di solito preferiscono una tomaia aderente al piede per sentirsi più sicuri nell’appoggio a terra e nella trazione. Personalmente, privilegio una scarpa di mezza taglia più grande. Dopo un’ora di corsa il piede tende ad allargarsi e qualche millimetro in più aiuta”. Mai dimenticarsi dei calzini, Baldini è categorico. “Salvaguardano la scarpa e sono igienici. Molti atleti impegnati su pista o in competizioni fino a dieci chilometri non li usano. Ma l’amatore che corre al parco per tenersi in forma ha esigenze diverse e il calzino è indicato. Da preferire quello in cotone, traspirante. La lunghezza è soggettiva. Prediligo quelli corti al malleolo. I fantasmini sono insidiosi, tendono a scivolare sotto al piede e a fare male. Quelli lunghi li trovo inguardabili, anche se oggi molti utilizzano calze compressive per meglio drenare le tossine”. Estetica e tecnologia, le sneaker di ultima generazione hanno la suola basculante. Sono adatte a ogni atleta? “Ideali per i neofiti e per chi corre piano, facilitano la spinta, aiutando il movimento delle caviglie. Chi corre a velocità sostenuta non appoggia il tallone a terra e sceglierà modelli con caratteristiche diverse”.
Attenzione ai lacci. “Nel 1996, a Palma di Maiorca, ho corso gli ultimi cinque chilometri del Campionato mondiale di mezza maratona con una scarpa sciolta. Le stringhe battevano sulle gambe come delle frustrate. Da allora, non è più successo. Faccio il doppio nodo e metto i capi dentro le asole. Nonostante l’inconveniente, quella corsa è stata il mio primo successo internazionale”.
Intanto, Baldini sta pensando di tornare a correre a New York, dove ha gareggiato tre volte. “Si corre quest’anno la cinquantesima edizione e non sarebbe male organizzare un’iniziativa benefica da devolvere in beneficienza” (sette.corriere.it)