Sportweek di Gazzetta dedica 4 pagine ad Atene 2004+15

BALDINI & CASSINA

Quei due eroi senza tempo.

A 15 anni dall’oro olimpico, il dio di maratona e il re della sbarra sono tornati ad Atene per un viaggio nelle emozioni. Concluso sul traguardo del mitico Panatinaiko con un abbraccio e una proposta: “Stefano ora prova la ginnastica”.

Fausto Narducci, inviato di Sportweek

Il tempo passa per tutti ma se sei un atleta che ha vinto una medaglia d’oro olimpica la tentazione di provare a fermarlo è più forte che per altri. Due di loro l’hanno fatto: Stefano Baldini e Igor Cassina, sospesi in quel limbo sportivo che va dai 40 ai 50 anni, hanno impugnato la bacchetta magica e, abracadabra, si sono tolti di colpo 15 anni. Eccoli qui, quindi, ad Atene, sede dell’Olimpiade 2004 ad abbeverarsi a quell’elisir di gioventù che è la maratona: una pozione magica prescritta dai medici a tutte le persone di media età perché assumendola per 42 km e 195 metri ti senti alla fine più giovane e bello. L’idea, a differenza di quello che si può pensare, non è venuta al maratoneta ma al ginnasta: l’inventore del “movimento” che porta il suo nome, il volteggiatore folle che guardava il mondo a 360 gradi appeso a una sbarra ora è diventato un fautore della forma fisica e mentale diventando coach del benessere. Dopo aver corso la maratona sotto le 4 ore due anni fa a Treviso ha convinto Stefano Baldini, laureatosi ad Atene “dio di maratona”, a celebrare i 15 anni dall’oro olimpico correndo l’Authentic Marathon dal villaggio di Maratona ad Atene, cioè il percorso classico della più lunga distanza della corsa olimpica. E l’emiliano ha coinvolto a sua volta “Born2run”, nota agenzia di podismo di Reggio Emilia, a curare per lui l’operazione che ha portato ad Atene un centinaio di italiani. Nota particolare e rara, i parenti stretti di Baldini e Cassina al seguito: da una parte moglie (la talentuosa ex ostacolista Virna De Angeli) e i tre figli di Stefano; dall’altra i genitori e la sorella di Igor. Insomma, sappiamo com’è andata: obiettivo “meno 3 ore” (Baldini) e “meno 4” (Cassina) raggiunto anche dagli scudieri (gli ex azzurri Ruggiero, Maurizio Leone e Andriani da una parte; familiari e amici dall’altra) e tutti contenti. Ma ad Atene è successo molto altro perché l’edizione numero 37 della maratona più classica del mondo ha portato al traguardo 16.436 podisti da tutto il mondo. Si sa, i greci sono un po’ casinisti come noi italiani ma in quanto a coreografie ed eventi collaterali sono maestri dell’allegria. Stefano Baldini appena sbarcato ad Atene ha così dovuto partecipare alla cena di Gala e l’indomani nella cerimonia d’apertura della maratona ha acceso il tripode assieme alla campionessa mondiale in carica Ruth Chepngetich presso il tumulo funerario in cui, secondo tradizione, riposano gli ateniesi caduti contro i Persiani nella battaglia di Maratona (490 a.C.).

Ho avuto personalmente l’onore di fare da tedoforo per portare torcia e braciere in coppia con Anastasia Karakatsani, bronzo dei 10.000 agli Europei Under 23 di Tampere nel 2013 e l’emozione vissuta nel luogo simbolo della corsa mi ha accompagnato anche nel giorno della maratona. Proprio sulla linea di partenza della 42 km Stefano ha abbracciato Igor Cassina, arrivato solo la sera prima. E l’abbraccio si è ripetuto al traguardo quando Stefano insieme ai tre angeli custodi azzurri ha atteso il ginnasta-maratoneta proprio nel cortile su cui si affaccia la fiaccola olimpica. Non ci crederete, ma entrambi sono stati tentati di dire che la conquista più dura è stata quella del traguardo di questa maratona amatoriale. “Oddio non si possono fare confronti – si è rifatto serio Baldini – ma in termini di sofferenza il paragone regge. A 48 anni fra tanti impegni di lavoro e di famiglia non era facile strappare quel minimo di preparazione per tornare sotto le 3 ore, per fortuna Ottavio Andriani è stata la spalla perfetta per tenere il ritmo prefissato. Lo avevo detto, questa maratona è fra le più dure del mondo e ho avuto la conferma di come ho vinto l’oro olimpico: sulla pendenza che va dal 12° al 32° km, 15 anni fa avevo tenuto il mio passo corto mentre Tergat lo allungava perdendo energie preziose. Così quando è cominciata la discesa io ho realizzato il “negative split” che mi ha permesso di sorpassare Vanderlei Lima. E comunque rientrare per la prima volta di corsa nel Panatinaiko davanti alla mia famiglia è qualcosa che racconterò ai nipotini”.

Anche quella di Cassina è una storia di ricordi. La storia di un bravo ragazzo brianzolo che non ha perso equilibrio e valori, quelli che ha voluto condividere con Baldini in questo progetto. “Anche a me verrebbe da dire che questa maratona mi ha fatto soffrire più degli anelli ma mi fermo perché diventerei blasfemo. La corsa non è la mia specialità, per questo con i volteggi dopo il traguardo ho voluto dimostrare che resto sempre un ginnasta. Ho coinvolto Baldini perché siamo due ex ragazzi italiani che credono ancora nei valori e nella serietà: col giusto stile di vita anche quelli della nostra età possono raggiungere traguardi sportivi personali invece di buttarsi su un divano. Non ci fermeremo qui, abbiamo altri progetti: Stefano dopo gli anelli olimpici adesso devi venire con me a scoprire quelli della ginnastica”.