Oggi su "Gazzetta dello Sport", dopo 15 anni si torna ad Atene

Baldini, corsa tra i ricordi. A 15 anni dall'oro più bello.

Cassina invita alla maratona del 10 novembre gli eroi dei Giochi 2004. Stefano “Vivrò la gara nella pancia del gruppo e starò dentro le 3 ore” di Simone Battaggia

Il percorso è lo stesso, fatte salve poche centinaia di metri attorno allo stadio Panatianiko. La data è spostata un po’ più in là nel calendario, dall’estate piena all’autunno, ma è un dettaglio. Il fascino era e resta enorme, anche se sono passati 15 anni e le motivazioni cambiano: allora c’era da diventare il “Dio di Maratona”, tra qualche mese sarà l’occasione per ritrovare gli altri eroi azzurri  di quell’olimpiade e fare festa, forse anche per realizzare in pieno la portata di quanto realizzato. Il 10 novembre Stefano Baldini sarà al Via della Maratona di Atene. La suggestione è enorme.

L’idea giusta.

Non è la prima volta che il campione di Castelnovo torna sul luogo del trionfo. Ricorrenze, incontri istituzionali, perfino l’inaugurazione di un negozio di articoli sportivi. Mai, però, si era deciso di correre di nuovo quei fatidici 42 km lastricati di storia. Il bello è che a convinerlo è stato un ginnasta, Igor Cassina. “Ci stavo pensando da un paio d’anni – racconta Baldini -, ero alla ricerca di qualcosa di non banale. Nel 2014, per il decennale dell’oro olimpico, feci un allenamento alla stessa ora e sullo stesso percorso che avevo utilizzato per allenarmi. Pensai che sarebbe stata l’ultima celebrazione perché queste cose rischiano di essere stucchevoli. In realtà stavo solo aspettando una scusa per farlo di nuovo. Di solito gli anniversari non mi piacciono perché distolgono dal presente, ma Igor è coinvolgente e ha avuto l’idea giusta”. 

Il luogo dei sogni.

Il campione olimpico alla sbarra di Atene 2004 vorrebbe portare al via dei 42 km del 10 novembre gli altri ori azzurri di quell’edizione (che furono 10: otto individuali e due di squadra, con il fioretto maschile e la pallanuoto femminile, peraltro l’ultima nostra vittoria olimpica in un torneo a squadre). “Mi sono avvicinato al podismo tre anni fa per scommessa – racconta -. Chiusi la maratona di Treviso in 3 ore e 59 minuti. Poi mi sono limitato a qualche corsa sui cinque chilometri, ma da un mese ho ripreso la preparazione. Vorrei migliorare il tempo, correre a 5 minuti  a chilometro, ma so che il percorso di Atene ha alcuni saliscendi. Quello che conta però è l’idea di tornare nel luogo dove si sono realizzati i nostri sogni. Vezzali e Sanzo sono in forse, Bettini sarebbe venuto ma ha un impegno di lavoro. Altri mi hanno detto “Igor, sono passati 15 anni, lo sai qual è il mio stato di forma. Io però non demordo”.

Anche a piedi.

Difficile immaginare al via l’arciere Marco Galiazzo – che peraltro è – con Andrea Cassarà  a Aldo Montano, tra i pochissimi a primeggiare ancora nel proprio sport – o il tiratore Andrea Benelli. Magari qualcuno potrebbe dire di si sapendo che ad Atene può correre anche sui cinque e sui dieci chilometri. “Il problema è che mancano ormai tre mesi – prosegue Baldini -. Per chi non si è appassionato al running prepararsi ora è difficile, se non hai mai corso negli ultimi tre anni non ce la puoi fare. Qualcuno potrebbe pensare di camminare per tutti i 42km, ma i campioni olimpici sono supercompetitivi per definizione: andare ad Atene per fare una passeggiata non sarebbe il massimo. Quel che conta, alla fine, sarà stare insieme e gustarsi l’atmosfera, i dettagli ai quali 15 anni fa inevitabilmente non si poteva badare. Voglio godermi il riscaldamento alla partenza a Maratona su quel rettilineo meraviglioso, illuminato dal sole – chiude Baldini -. Ricordo molto del percorso, forse perché l’avevo studiato bene prima della maratona olimpica. Questa volta voglio vivere la gara nella pancia del gruppo e stare dentro le tre ore. Sarò al via insieme a un gruppetto di amici: loro mi hanno convinto a partecipare alla Maratona delle Dolomiti in bici, non sapevano che in cambio a loro sarebbe toccato di venire a correre a Atene con me. Si, gli organizzatori sanno che ci sarò e probabilmente si inventeranno qualcosa, ma io non voglio canali privilegiati. Chiedo solo di stare in mezzo alla gente, godermi le due ore precedenti la gara come si fa a New York, nel freddo di Staten Island. E per una volta guardare il panorama”. E tornare con la mente al sogno che visse e ci fece vivere 15 anni fa.