Stefano il via a MarathOne, la maratona virtuale benefica di Gazzetta dello Sport

L’evento Gazzetta dello Sport

E’ tempo di MarathOne: con lo start di Baldini, 24 ore di pura passione!

Andrea Buongiovanni

C’è un popolo che corre. O che cammina. Comunque in movimento. MarathOne è realtà. È stato Stefano Baldini, ieri alle 20 precise, a dare il via all’evento benefico targato La Gazzetta dello Sport. ”Non senza emozione - ha ammesso il campione olimpico di maratona di Atene 2004 - e il pettorale 1 mi mette addosso anche un po’ di pressione e di tensione...". Lui, emblema del mondo del running, per tutti: c’è tempo fino a stasera alle 20 per cimentarsi. Con iscrizioni aperte sino a due ore prima.

DOPPIA SEDUTA

"Questo numero - ha detto Baldini collegato dalla pista di Rubiera, là tra Modena e Reggio Emilia - mi è stato dato in tante occasioni. È una bella abitudine. Ma la circostanza mi rende particolarmente orgoglioso. Anche perché è qui che ho mosso i primi passi della carriera, è qui che ho preparato le gare più belle ed è qui che ora alleno i miei ragazzi". Per l’ex azzurro, promessa mantenuta: doppia razione da 10 km, una ieri sera, una oggi. I 20 km complessivi, rilevati da un dispositivo tracker da avere con sé durante le “sedute” e condivisi tramite l’applicazione “NeverAlone” di Endu (ma si possono utilizzare anche quelle personali), grazie a un cumulatore generale confluiranno nel conto complessivo. L’obiettivo è arrivare al maggior numero di km possibili. "Sono convinto che gli eventi virtuali di questa natura continueranno anche dopo la fine della pandemia - ha sostenuto il due volte campione europeo - e che, soprattutto se con uno scopo benefico, avranno successo a prescindere". L’iscrizione per MarathOne è libera, ma parte da 5 euro: a favore delle numerose charity coinvolte. "È comunque importante che, un po’ alla volta si torni alla normalità - ha precisato Baldini -: l’atletica, in tal senso, si è mossa subito con anticipo. I nostri meeting sono a porte chiuse, ma almeno per le gare di velocità, ostacoli, salti e lanci, con regole pressoché tradizionali. Il che ci infonde tranquillità e serenità. Perché l’agonismo, la vicinanza, le sfide uomo contro uomo, sono ovvi surplus. Comunque il virus qualcosa di buono ha fatto: ha portato molta nuova gente a svolgere attività fisica all’aperto e i runner, che di solito pensano solo a correre, a fare quel po’ di preparazione che serve anche a prevenire gli infortuni". (gazzetta.it)