Atene 2004+15: cronaca di giorni indimenticabili, 5a parte

A 15 anni dalla magica stagione 2004, ecco il quinto capitolo del nostro libro-racconto. Rileggiamo oggi il commento scritto da Stefano su maratoneti.com che spiega la gara femminile corsa il 22 agosto, 7 giorni prima della maratona maschile che chiuderà i Giochi di Atene 2004.

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Ho seguito con attenzione la maratona femminile di ieri. Questo perchè c'è sempre da imparare qualcosa. In primo luogo mi interessavano le cose logistiche, come rifornimenti, blue line, vento, direzione di corsa rispetto al sole (bisognerà forse usare occhiali perchè avremo il sole in faccia al tramonto almeno fino al 30° km). L'altimetria la verificherò di persona in macchina credo mercoledì (dalla tv non si vedono molto bene i saliscendi). In secondo luogo la gara: già in questo tipo di competizioni i primati personali sono qualcosa di relativo e questo lo dico da un bel pò, ieri in modo particolare sono emerse atlete che sanno correre su un percorso mosso alternando frequenza e ampiezza della falcata in base a salita o discesa, e che sopportano meglio il caldo, che sono grintose fino allo sfinimento, che lottano per qualsiasi posizione (la "viziata" Radcliffe, abituata sempre a vincere, ha mollato appena visto il bronzo involarsi davanti a lei). Tutte queste caratteristiche non sono comuni a tutti, non dico che domenica azzeriamo i 2 minuti e mezzo che mi separano da Tergat, ma il gap potrebbe farsi molto più stretto. Lo dico anche per farmi coraggio, ma senza presunzione, può succedere di tutto. Di sicuro succederà che darò tutto, se proprio devo disidratarmi e finire su una barella con la flebo di zuccheri nel braccio voglio proprio farlo alla maratona olimpica, con la consapevolezza però di averci provato fino in fondo: per qualsiasi posizione finale, per l'Italia, per me stesso e per tutti quelli che anche solo con un gesto o una parola mi sono stati vicini in questi mesi di preparazione. Ciao e a presto.