Atene 2004+15: cronaca di giorni indimenticabili, 2a parte

A 15 anni dalla magica stagione 2004, ci sembra giusto rivivere qualche momento fondamentale nella costruzione e nell’avvicinamento alla maratona olimpica di Atene. Utilizzando alcune interviste e pezzi pubblicati da Stefano Baldini su maratoneti.com, riviviamo le emozioni e le aspettative di un’estate pazzesca.

Rileggi la 1° parte cliccando qui

Oggi, nella 2a parte, proponiamo la cronaca sul Resto del Carlino della gara portafortuna di Porto Sant’Elpidio (5 partecipazioni e 5 medaglie nella successiva maratona estiva) del 18 luglio e il pezzo scritto da Stefano su maratoneti.com

Baldini vince a Porto Sant’Elpidio tra le majorettes che svengono

Sul circuito marchigiano, che ha sempre portato fortuna al castelnovese, una festa con malori a catena causati da caldo e umidità.

Di Claudio Lavaggi

Gara con giallo per Stefano Baldini, impegnato ieri sera a Porto Sant’Elpidio in una corsa cittadina a circuito di dieci chilometri. In realtà per il maratoneta castelnovese è stato giallo “involontario”, oltre che vittorioso, come lui stesso ci racconta.

“Doveva essere una festa di paese - dice l’azzurro – e prima della gara c’è stata una sfilata di carri. C’erano alcune majorettes, ma anche un gran caldo e tanta umidità. Così lo starter ha iniziato a chiamare gli atleti all’appello e, quando ormai mancavo solo io, una di queste ragazze è svenuta. Poi, sembrava quasi un contagio, ne sono svenute altre due. A quel punto si è bloccato tutto, io chiacchieravo con il pubblico, mentre arrivavano le ambulanze. In realtà sono stati per fortuna leggeri malori senza ripercussioni, ma questo dimostra anche in quali condizioni poi noi abbiamo corso, tra l’altro con mezz’ora di ritardo”.

Ecco, parliamo della corsa, com’è andata?

“Beh, direi proprio bene: essendo una gara valida per il ranking dei 10 chilometri su strada, ci hanno garantito la misurazione, anche se il mio tempo finale di 28’10” mi lascia qualche dubbio. Dietro di me è arrivato il kenyano Kiliu in 28’27”, poi Caimmi in 28’32” ed altri africani”.

E come svolgimento tattico?

“Partenza veloce, con i kenyani a tenere un ritmo un po’ a strappi. Così al terzo chilometro mi sono messo davanti ed ho fatto selezione. In pratica sono rimasti solo Kiliu e Caimmi, con Daniele sulla difensiva. All’ottavo chilometro ho provato ancora a forzare ed il kenyano si è staccato. 17 secondi in due chilometri sono un bel distacco, no?”

Porto Sant’Elpidio, una prova portafortuna, vero?

“Si, quando ho corso qui, poi ho avuto sempre buoni risultati. Anche ieri sentivo proprio belle sensazioni ed avevo proprio voglia di gareggiare. Nel finale ne avevo e credo sia un buon segno per la preparazione olimpica alla maratona, anche perché, dopo quella di Londra in primavera, ho vinto tre gare su tre”.

Preparazione che ora entra nel vivo…

“Certo, finora ho lavorato bene. Non ho avuto nessun problema fisico ed ho privilegiato ripetute in salita, con buoni riscontri. Ora vado a Saint Moritz fino all’11 agosto, mentre dal 12 al 23, se non farà caldissimo, sarò a Rubiera. Il 24 si parte per Atene e poi il 29 arriverà finalmente l’obiettivo di questi ultimi anni di allenamento”.

Dal diario di Stefano su Maratoneti.com

Porto S.Elpidio si è sempre rivelata una gara importante nel cammino di una preparazione verso i grandi eventi estivi: difatti si colloca a luglio, nel pieno dell'allenamento verso la maratona estiva. Quest'anno il percorso è stato portato dalla frazione Corva al lungomare cittadino, così da attirare più pubblico sull'anello di 900 metri allestito dalgli organizzatori. La gara per essere internazionale ha necessitato di una misurazione della Fidal, che ha certificato la distanza di 10000 metri facendoci percorrere 11 giri più il tratto di volata finle. A 50 giorni dalla mia ultima apparizione agonistica devo dire che il nervosismo si è fatto sentire un pò troppo, e pur correndo molto forte dall'inizio alla fine, non sono riuscito a gestire lo sforzo come avrei voluto. Forse perchè Atene si avvicina velocemente, sta di fatto che dopo 3 o 4 giri ed altrettanti scatti del keniano di turno (tale Kiilu, predatore delle ultime gare su strada nazionali) ho perso la pazienza e mi sono messo davanti a tirare come un forsennato per staccare tutti e non avere problemi nel finale. Avrei invece dovuto gestire meglio lo sforzo, controllando all'inizio e accelerando nel finale. Ma non volevo assolutamente rischiare il primo posto in questa gara, perchè vincere fa sempre bene, soprattutto in questo periodo quando l'allenamento si fa intenso e la vittoria ti da serenità. Ho corso la seconda parte più veloce della prima e il 28'10" finale è un gran tempo, considerando il forte caldo e l'umidità altissima, che ci avevano addirittura fatto ritardare lo start di 30' perchè 3 ragazze che avevano partecipato alla sfilata allegorica si erano sentite male. Ho scelto questa gara sia per questo tipo di clima, probabilmente simile a quello olimpico, sia per un fattore puramente scaramantico, in quanto nelle mie 3 apparizioni precedenti sul litorale marchigiano la fortuna aveva fatto si che nella maratona seguente io sarei andato sempre a medaglia. Di solito non credo a queste cose, ma contro questi mostri africani bisogna attaccarsi a tutto. Ciao e a presto.