ING NYC Marathon 2006: Lucio Gigliotti su Stefano Baldini

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Il Prof. Gigliotti conosce meglio di tutti l’allievo, il ragazzo, l’uomo ed il campione. La Maratona più bella del mondo si avvicina e sapere da lui come sta Stefano Baldini è la più bella curiosità da svelare. Sta bene, può fare belle cose” – inizia così l’uomo che ha dato a Baldini la capacità di essere campione senza disperdersi.

L’ennesima sfida, un’altra grande avventura sportiva, da vivere insieme dopo aver vinto tanto, sembra non togliere la voglia di stupire e cercare sempre il prossimo traguardo. E’ questo il segreto dello sport di alto livello, avere sempre voglia di fare, spontanea e naturale. Anche per Lucio Gigliotti che ci racconta il suo Stefano Baldini.

Si può dire che sono come due ragazzi giovani che lo sport lo vivono come nella sua origine: un gioco. Il prof. spiegando la gara dice:“Vincere sarebbe cosa possibile, nello sport si lavoro anche per quello. Si deve provare a vincere no? Non è tutto scontato” .

New York avvicina il suo fascino in questi giorni. Chi ha deciso di affrontare la gara sa di essere nel più bel palcoscenico che i 42km e 195 metri riservano al mondo.Stefano Baldini sta ultimando la sua fase di avvicinamento, ormai il lavoro è fatto e la decisione di essere 

al via non è stata un’improvvisazione, ma proviene da programmazione mirata. Quest’anno 3 maratone per il Campione Olimpico non sono un caso. Gigliotti racconta che decidere di percorrere questa scelta è di qualche mese fa.  Prima di Londra se n’era parlato e vedendo la stagione anche insieme al dott. Fiorella avevamo capito che poteva essere possibile. Bisognava solo osservare da vicino i lavori e vedere come sarebbero state affrontate le gare. Sono convinto poi che a 35 anni con la sua maturità Stefano Baldini può dare sempre il meglio, poi per lui è bene avere impegni ravvicinati, molto meglio delle lunghe pause. Si evita di avere gli effetti del de-allenamento, che sono sempre lì dietro la porta con l’avanzare degli anni.”

L’età di Stefano è inversamente proporzionale

 alla sua voglia di smettere, non è un segreto. “La stanchezza psicologica è un’altra cosa. Se uno non ha voglia di correre e vuole caricarsi lo fa per un paio di settimane. Ferma restando la sua voglia di essere al vertice. Stefano è molto saldo a livello mentale, vuole essere ancora competitivo e solo per un motivo: gli piace fare sport ad alto livello agonistico, ha sempre voluto essere in gara contro i più forti al mondo. Per lui è uno stimolo per fare sempre il massimo. Devo ammettere che a Trento al Giro al Sas mi ha stupito, ha vinto una gara che non vedevo alla sua portata, poi ha continuato a correre per questa maratona”.


New York ha un grande parco di partenti non si può mai dire che c’è o ci sono dei favoriti, naturalmente vedere nella start list nomi del calibro di Paul Tergat ed Hendrick Ramaala oltre a Baldini, dà l’anticipo della grande gara.
Sì ma a New York, forse più che in ogni maratona, c’è da stare attenti agli outsider, gli atleti che non ti aspetti, ci sono tanti nomi, tanti keniani. Anche per me Ramaala è in condizione più di altri, l’ho visto alla Great North Run, so come ha vinto 2 anni fa a New York e come ha perso lo scorso anno. Ma anche Paul Tergat e Rodgers Rop sono dei campioni. Stefano li ha già battuti in carriera ma li metto sempre sullo stesso livello quando sono in gara. C’è poi questo giovane americano di cui si parla bene, ha 23 anni si chiama Ritzenhein ha corso una mezza in carriera ed esordisce in maratona. Ma potreb

be avere problemi già intorno al 32° o 33° km, non conosce ancora la maratona, avrà magari futuro, ma la prima esperienza è poco facile. Poi se è un fenomeno bene per lui. C'è anche Keflkezighi, insomma gente forte sul

 cambio di ritmo. Sì ci sarà da stare attenti a tanti, ma bisogna sempre vedere chi arriva in forma ed anche come, specie negli ultimi 4-5 km su Central Park, sono fondamentali quei tratti”. E’ una legge scritta in ogni settore dell’azione umana, per essere bravi si deve competere sempre al meglio. Beh… Stefano Baldini non è un’economi


Stefano Baldini non ha mai vinto una grande classica. La piccola sfida è questa. La chiamiamo noi piccola.
Stefano ha grande efficienza, farà una gara di grande condotta tattica, sarà defilato nel gruppo per essere pronto dove conta. E’ l’italiano che ha corso New York più forte per ben due volte, nemmeno Pizzolato, Poli e Leone che l’hanno vinta hanno chiuso con i suoi tempi - (2h09’12” nel 2002, 2h09’31” nel 1997 n.d.a.) – Stefano è molto professionale in tutti i suoi impegni, certo non possiamo nascondere che vincere è un obiettivo, diciamo che siamo lì per provarci, Stefano sa gestirsi in gara, sa dove ci sono le difficoltà, dal percorso agli avversari. Ha fatto tanto il ragazzo, se vincesse una classica come New York potremo dire che ha fatto anche questo. Lo sport è questo, si va sempre per fare il meglio sino a cercare di vincere. Non so quante volte è stato 2°, ma ci ha provato sempre. Poi se non si vince l’importante è sapere che poteva farlo, e che lo sappia anche lui. Anche Valentino Rossi non ha vinto quest’anno ma ci ha provato eccome, ed è uscito a testa alta e con grande tranquillità. Nello sport non è tutto scontato, si ha rispetto degli avversari e si mette tutto l'impegno. E bisogna stare sempre in salute”. sta da premio Nobel che può spiegare come si arriva al miglior risultato possibile, ma applica alla sua vita ed al suo sport la voglia personale di migliorare sempre. L’ha fatto ed è arrivato alla vittoria più bella. Essere arrivati al top è stato normale, adesso è naturale non perdere la voglia di andare forte, come gli africani a volte irraggiungibili.

New York. I suoi cinque quartieri ed i suoi riti famosi. Una gara, 37.000 storie: è uno dei link del sito ufficiale www.nycmarathon.com. Stiamo avvicinandoci alla storia di gara di un atleta, che può dire una maratona: "la mia vita e storia".

 

Nelle foto Lucio Gigliotti e Stefano Baldini in una maratona, Londra 2005, dall'alto dopo la gara si raccontano e consigliano, il Prof. con i gionalisti il giorno prima la gara, entrambi  a pochi minuti dal riscaldamento prima del via, i due nella riunione tecnica del giorno antecedente la maratona.