Un posto fuori dal comune

Anche quest' anno Windhoek, capitale della Namibia, è la meta che ho scelto per allontanarmi tre settimane dal clima rigido della pianura padana, che mi ha sempre impedito di allenarmi nel modo migliore. Ci tornerò altri venti giorni a marzo, quando rifinirò la preparazione per la maratona di Londra. E' la nona volta che vengo qui, la prima nel 1997, quando avevamo deciso di cambiare la sede del raduno invernale in altura. Difatti in precedenza ero stato un paio di volte a Johannesburg, in SudAfrica, ma l' inquinamento cittadino e i problemi di sicurezza ci consigliarono di cambiare meta. La prima volta siamo venuti qui un pò al buio, nel senso che Windhoek ci era stata consigliata da Elio Locatelli, ex C.T. della nazionale, che allora lavorava al progetto Africa della IAAF e aveva avuto la possibilità di conoscere questo posto meraviglioso. Difatti all' inizio abbiamo avuto difficoltà a trovare i percorsi e a misurarli, ma il clima caldo, secco, i colori e gli sterrati incontaminati mi avevano già fatto innamorare. In particolare il "giro del medio", un anello di 10 km scarsi, è quello che preferisco: si tratta di un percorso ingannevole, che ti invita a correre veloce nella prima parte, per poi tagliarti le gambe con i secondi 5 km in leggera salita che ti mettono a dura prova, soprattutto per il vento (sempre presente) se contrario in quel tratto. Un altro percorso molto bello è la strada che da Windhoek porta a Walvis Bay, cioè al mare; è uno sterrato che inizia a una ventina di km dal nostro albergo, sale fino a 2000 metri sul livello del mare al Kupferberg Pass da dove partiamo per il lungo lento che supera l' ora. Domenica scorsa ci abbiamo fatto 31 km. L' Indipendence Stadium è l' Olimpico della Namibia, avrà una capienza di 20000 spettatori e la pista a otto corsie. Possiamo andarci quando vogliamo per sedute di allenamento, esercitazioni tecniche o allunghi dopo la corsa lunga, anche se per questi ultimi optiamo spesso per il campo da golf adiacente il nostro albergo. Altri percorsi sono lungo la ferrovia locale, oppure adiacenti alle strade principali (dove comunque non c'è molto traffico), mentre le salite le facciamo sulla Frankie Frederiks Drive, la strada che hanno intitolato al grande velocista che incontriamo di tanto in tanto al campo e non: infatti ieri era al golf del nostro albergo e ci ha invitato a casa sua per una cena! Alla prossima vi racconto com' è andata.