"A perdifiato", un romanzo da leggere

Succede tutto dopo i Mondiali parigini: ricevo una telefonata dal Comune di Reggio Emilia che mi invita alla premiazione di un libro che vince il concorso dell' iniziativa "Ricercare", creata dall'amministrazione comunale per non perdere di vista l' importanza della cultura e della letteratura in particolare. Nulla di strano, mi dico, non è la prima volta che succede di recarmi in Sala del Tricolore per una cosa del genere. Il particolare è che l' opera premiata mi riguarda da vicino, essendo vincitore il libro "A perdifiato" di Mauro Covacich, scrittore friulano col "vizietto" della corsa e della maratona. Ho avuto la fortuna di leggere il libro e posso dire che ne vale la pena, difatti sta facendo il pieno di premi e recensioni positive. Si tratta di un romanzo che abbraccia svariate problematiche attuali: dall' amore all' adozione, da una catastrofe ecologica al ruolo di Dario Rensich, il protagonista del libro, un ex maratoneta di livello internazionale spedito in Ungheria dalla Fidal per svezzare un gruppo di giovani mezzofondiste locali. La precisione con la quale Covacich snocciola fattori tecnici e fisiologici, agonistici e psicologici sono sicuramente il frutto di u' accurata preparazione che si concretizza in un libro che tratta di fondo un argomento sportivo (la maratona), ma che risulta interessantissimo per l' importanza di tutte le tematiche trattate. Mai titolo è stato più azzeccato, si legge davvero tutto d' un fiato, o a perdifiato, come volete. Ho avuto la fortuna di premiare (nella foto) e conoscere brevemente Mauro che pareva lusingato di ricevere da me un riconoscimento. Parlando con lui ho avuto la sensazione di conversare con un esperto maratoneta, che segue abitualmente in TV tutti i grandi eventi, e soprattutto di una bella persona. Azzeccatissima nel libro la descrizione della maratona, che per Covacich non è una disciplina sportiva, ma bensì l'espressione del corpo che pensa. Io credo sia proprio così.