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A Grosseto la Nazionale U20 programma il futuro

 

Baldini: ''Generazione atletica, le parole chiave'' (video)

Il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo, al termine del raduno nazionale di Grosseto, traccia le linee guida verso la prossima stagione

Stefano Baldini è voluto tornare in cima alla tribuna dello Stadio Zecchini. Durante gli Europei under 20 di Grosseto è stata quella balconata con la ringhiera bianca la postazione da cui non si è perso un attimo delle imprese di tutti gli azzurrini in gara. Da qui ha urlato, tifato ed esultato e da qui oggi guarda all'imminente futuro della nuova generazione atletica. "Quelli degli Europei under 20 - racconta l'olimpionico di maratona che nel suo lavoro può contare sull'apporto dell'assistente Tonino Andreozzi e di campioni di sempre dell'atletica azzurra come Gabriella Dorio, Fabrizio Mori e Nicola Vizzoni - sono stati giorni felici e pieni energia. Questa tribuna è stata sempre tutta esaurita, la cornice perfetta per un impianto rimesso a nuovo e che, al di là dei grandi eventi, è un'importante risorsa anche per l'attività tecnica federale. Qui a Grosseto in questi giorni abbiamo visto al lavoro anche ostacolisti, saltatori e astisti under 25 del Progetto Sviluppo, mentre a Tirrenia si sta allenando il gruppo della marcia".

Archiviato il felice capitolo Grosseto 2017, lo sguardo è già proiettato verso l'anno che verrà: "Il 2018 sarà una stagione con tanti eventi per i giovani dell'atletica italiana. Oltre alle grandi rassegne internazionali di calendario, si parte subito tra un mese con gli Europei di cross in Slovacchia, poi fari puntati sulla stagione indoor che culminerà con il Triangolare all'inizio di marzo a Nantes in Francia. In attesa dei Mondiali U20 di Tampere e degli Europei U18 a Gyor, preceduti dai Campionati del Mediterraneo U23 a Jesolo, abbiamo pianificato anche altri match di categoria. Per la corsa su strada, insieme all'appuntamento autunnale di Rennes, si aggiunge quello di Oderzo a maggio. Spazio alle prove multiple ad Aubagne con un incontro under 20 e under 23 che, a fine luglio, ci vedrà impegnati contro la Francia. Organizzazione e programmazione sono le parole d'ordine e questo sarà il messaggio che intendo far passare nell'incontro che domenica prossima avrò a Bologna con i fiduciari tecnici regionali. E' fondamentale coordinarsi con le strutture del territorio per evitare sovrapposizioni e cercare di seguire da vicino e coinvolgere quella fascia di giovani, magari con un bel potenziale, ma che non sono ancora al 100% parte del mondo dell'atletica".(fidal.it)

 

Ospite con Tania Cagnotto a Settimo Torinese

 

Cagnotto Baldini fanno il pieno di pubblico nella biblioteca Archimede di Settimo

 

Settimo si è vestita a festa nella serata di oggi, giovedì 19 ottobre, per accogliere i due ospiti d'eccezione del Festival dell'Innovazione e della Scienza. Per questa quinta edizione della kermesse di divulgazione scientifica la tuffatrice Tania Cagnotto e il maratoneta Stefano Baldini hanno conquistato il pubblico settimese delle grandi occasioni.

 

Nella sala ragazzi della biblioteca Archimede di piazza Campidoglio, infatti, ci sono tantissimi cittadini arrivati da Settimo (e non solo) per partecipare all'evento che vede i due protagonisti, già medaglia d'oro alle Olimpiadi degli ultimi anni, al centro di una divertente e appassionante intervista condotta dal direttore organizzativo del Festival Dario Netto.

In prima fila ci sono gli amministratori comunali e gli "addetti ai lavori", e quindi i tanti rappresentanti delle associazioni sportive settimesi che stanno ascoltando in questi minuti i due ospiti della serata. Nel pomeriggio di oggi Tania Cagnotto è stata protagonista di una breve passeggiata nel centro storico cittadino, mentre il collega Stefano Baldini incontrava i suoi fans sulla pista di atletica della Sisport Fiat di via Regio Parco a Settimo.(nuovaperiferia.it)

 

Stefano inaugura la nuova pista di Tivoli

 

Centinaia di bambine e bambini insieme con i campioni hanno partecipato, la mattina del 17 ottobre, all’inaugurazione del nuovo impianto per l’atletica leggera realizzato dal Comune di Tivoli nello stadio Olindo Galli, in località Arci.

Impianto atletica leggera a Tivoli 

Alla manifestazione "In pista con i campioni", organizzata dal Comune e della Federazione italiana di atletica leggera, i bambini delle scuole elementari hanno provato il nuovo impianto, cimentandosi nella corsa, nel lancio e nel salto in lungo insieme con Stefano Baldini, campione olimpico e due volte campione europeo di maratona; Andrew Howe, azzurro campione europeo e primatista italiano di salto in lungo; Andrea Barberi, azzurro già primatista italiano dei 400 metri. Nell’impianto è già in funzione la scuola di atletica leggera della Federazione.

Asia, una bambina delle scuole elementari, ha tagliato il nastro inaugurale in rappresentanza di tutti i suoi coetanei. La giornata di festa si è conclusa con una merenda preparata dagli studenti del centro di formazione professionale Rosmini.

"Auguro a tutte le bambine e a tutti i bambini, a tutti coloro che amano l’atletica e lo sport in generale, di poter vivere tante giornate come questa – ha commentato il sindaco Giuseppe Proietti –. Una giornata splendida, piena di gioia, di entusiasmo, di voglia di fare e di felicità. E’ una festa di tutti perché rappresenta anche un traguardo e un punto di partenza: da oggi l’atletica torna ad avere una sede degna delle tradizioni sportive di questa città. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile quest’opera e un ringraziamento particolare ai campioni, alla Federazione di atletica e ai bambini che hanno partecipato a questa giornata".(romatoday.it)

 

Bella intervista agli assoluti di Mezza a Agropoli

 

AGROPOLI. Si è conclusa la tanto attesa 18 ° edizione dei Campionati Italiani di Mezza Maratona che oltre agli atleti in gara ha richiamato ad Agropoli anche l’ospite d’eccezione della kermesse sportiva ovvero il CT della nazionale Stefano Baldini, ex maratoneta e mezzofondista italiano, campione olimpico alla maratona di Atene nel 2004 e due volte campione europeo.

Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo e intervistarlo grazie al patron della manifestazione ovvero Roberto Funicello che ebbe il merito e l’onore di far innamorare del Cilento il caro e compianto Pietro Mennea. Stefano Baldini ci ha parlato un po’ di sé e del suo sport.

-E’ la sua prima volta ad Agropoli, che impressione le ha fatto? Ci tornerebbe in vacanza?

Baldini: «È una bella zona. L’ho apprezzata già in primavera quando ha testato personalmente e “correndo” il percorso come è mia consuetudine fare. Ho visitato anche lo stadio e la città sembra offrire tantissime opportunità per l’atletica anche perché ci sono persone capaci di impegnarsi e organizzare eventi di rilievo come un campionato nazionale. Tornerei in vacanza nel Cilento volentieri ma non l’ ho ancora fatto solo perché ho bambini piccoli che mi portano a prediligere zone limitrofe all’Emilia Romagna dove vivo”».

– Se un bambino le chiedesse i motivi per cui dovrebbe scegliere l’atletica come sport cosa gli risponderebbe?

Baldini: «Prima di arrivare alla mezza maratona di tempo ce ne vuole. E’ uno sport graduale. Di certo il bello dell’atletica è che ha in sé sia la bellezza di uno sport individuale sia la peculiarità che lo si pratica di fatto in un campo dove c’è sempre una squadra e quindi la possibilità di lavorare in continua sfida con te stesso ma condividendo con gli altri. L’atletica ti da l’opportunità di scegliere tra corse veloci, prolungate, salti, e quindi di fatto è una multidisciplina alla quale ci si può approcciare già alle elementari come gioco e come preparazione motoria di base ovvero per imparare a saltare e a fare i movimenti alla base di tutti gli sport».

-Come si riconosce un campione?

Baldini: «Prima di dire che uno è un campione oppure un talento dobbiamo dire che ha delle doti che devono crescere negli anni. L’atletica è uno sport che ha una specializzazione molto tardiva ed infatti si ottengono i risultati migliori dopo i 20 anni mentre altri sport come il tennis e la ginnastica ti mettono dinanzi ai campionati nazionali già molto presto e per questo motivo la strada è lunga e quando ti trovi dinanzi un bambino delle elementari che frequenta atletica di certo non gli puoi far fare subito il salto in lungo ma deve approcciare questo sport in maniera graduale».

-Quando ha capito che questo sport avrebbe fatto parte della sua vita?

Baldini: «Io ho capito molto presto che questo sport avrebbe fatto parte della mia vita soprattutto quando ho realizzato che il calcio non faceva per me non sapendo giocare la palla. Infatti correvo solo sulla fascia destra e non su tutto il campo. Poi ho avuto la fortuna di avere dei fratelli più grandi che avevano iniziato con l’atletica prima di me e che inevitabilmente mi hanno portato al campo e li ho superati quasi subito».

-Degli aggettivi per descrivere il suo sport.

Baldini: «Il mio sport, la corsa in particolare, è un sogno. Correre è una sensazione bellissima perché non hai bisogno di nessun mezzo: sei tu da solo e riuscire a esprimere velocità senza nessun mezzo è una sensazione impagabile».

-Qual è stato il momento più bello della sua carriera?

Baldini: «Tutte le prime volte hanno avuto un sapore particolare: la prima volta che ho vinto un campionato italiano, la prima volta che sono stato convocato in nazionale, la prima volta che sono salito su un podio e ho sentito l’inno italiano, la prima volta che ho vinto le olimpiadi, che è stata anche l’ultima ma va bene così. Io ho vinto a 33 anni le olimpiadi quando ormai la tua carriera è alla fine della maturità e questo ha il vantaggio di vivere il momento consapevole di ciò che stai facendo».

-Quanto impegno c’è dietro i successi?

Baldini: «Tanto l’impegno dietro i risultati importanti: almeno 4-5 ore di allenamento al giorno suddivise in due sedute. Io non l’ho mai visto come un sacrificio quanto come un divertimento, perché era una mia scelta farlo ed è stato per me anche una gran fortuna perché mi ha fatto crescere. Da bambino introverso e che poco amava uscire di casa, ho poi potuto girare il mondo grazie a questo sport».

– Per cosa vorrebbe essere ricordato?

Baldini: «Vorrei essere ricordato come una persona onesta. Da atleta come “un osso duro da battere” e poi come allenatore mi piacerebbe far si che i ragazzi possano scegliere e arrivare a fare anche la scelta giusta».(occhiodisalerno.it, foto E.Restaino)

La mia recensione di Asics Dynamis

 

Asics Dynamis, divertimento da 5 stelle

 

Correre in gruppo è sempre una buona scusa per alzarsi dalla scrivania e passare qualche ora in piena libertà, quale occasione migliore per provare le nuove Asics Dynamis? 

Tra le ultime nate in casa Asics, Dynamis “invita” a correre. Drop di 8mm, peso ideale (270 grammi) per il mio allenamento di oggi, composto da un mix di riscaldamento a velocità tranquilla e voglia di accelerare appena ne avverto lo stimolo o il percorso scelto mi invoglia a farlo. 

La tomaia, che utilizza la tecnologia Dyntruss, è un rivestimento singolo, si indossa comodamente come un calzino e la chiusura è una sorpresa positiva grazie al sistema di allacciatura Boa System, confortevole e con una facilità di utilizzo che mi ha favorevolmente stupito. Basta un click per allentare o stringere il laccio in modo progressivo, preciso e senza compromessi. 

 L’intersuola in FlyteFoam, tecnologia in grado di alleggerire del 55% una normale piattaforma in Eva, è quello che piace a me, un mix tra l’ammortizzazione e la reattività ideale in qualsiasi situazione, anche quando ci sono curve o marciapiedi da affrontare. La parte mediale del piede è caratterizzata dall’inserto Dynapanel, perfetto per chi, come me, deve controllare una leggera pronazione.

La sensazione in corsa è di controllo del movimento a tutte le velocità. Un’uscita iniziale di 21 km, cui sono seguiti altri allenamenti più brevi, mi ha permesso di valutare le qualità di comfort e reattività che rende Dynamis una scarpa che non esisteva nell’offerta per il runner, che sia agli inizi o atleta evoluto. Il piede resta fresco e asciutto anche dopo parecchi km. Appena le ho sfilate ieri sera dopo 15 km in progressione, già sognavo la prossima uscita di domani….

 

Peso

270 g

•Differenziale di 8 mm

•Leggero

•Sistema di allacciatura Boa

•Passo stabile e uniforme

•Reattiva

•Intersuola in Flytefoam sull'intera lunghezza

•Dynatruss

•Rivestimento interno singolo

•Dynapanel nella zona mediale per il controllo dell'iperpronazione

•Sostegno a zone per la stabilità del rivestimento interno

•Inserto interno laterale per una calzata eccellente

•Tenuta sicura del mesopiede

Torna Deejay Training Center, ogni domenica alle 12 su Radio Deejay

 

A meno di una settimana della tappa milanese dell’attesissima DJ Ten che prevede la partecipazione di 30.000 runner, il prossimo 1 ottobre alle 12,00riparte DeeJay Training Center, programma radio dedicato atutti gli appassionati di endurance, insomma a chi lo sport lo fa! Al timone Linus, affiancato come lo scorso anno da Stefano Baldini e Davide Cassani, che dispenseranno consigli su ciclismo, maratona, triathlon. Ma più consigli, aneddoti, personaggi, curiosità, esperienze, emozioni e cultura sportiva, per arricchire le puntate con il loro punto di vista unico e un po’ “speciale”.

Tanti saranno gli ospiti sportivi e non solo,  legati da un’unica grande passione: lo sport. Immancabili i consigli degli specialisti della nutrizione e dell’integrazione. Elena Casiraghi, esperta in nutrizione dell’Equipe Enervit sarà un punto di riferimento per chi vorrà richiedere informazioni specifiche. Scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o inviando un messaggio sulla pagina Facebook del programma, saranno soddisfatte tutte le curiosità legate al mondo dell’alimentazione e integrazione sportiva.

Non mancheranno le esperienze e le informazioni, anche scientifiche, sui segreti della giusta integrazione e dell’alimentazione per chi fa sport grazie alla collaborazione con Enervit, sponsor del programma.( www.vanityfair.com )

 

Stefano alla Chief Coach Youth Academy in Germania

 

Il DT del settore giovanile e allo Sviluppo ha preso parte ad una sei giorni di formazione internazionale all'Accademia di Mainz (Germania)

"Chief Youth Coach Academy" per esplorare il presente e il futuro delle nuove generazioni dell'atletica europea. La DLV-Trainerakademie di Mainz (Germania), dal 27 agosto al 1° settembre, ha ospitato sei intense giornate dedicate alla formazione dei Direttori Tecnici nazionali giovanili del Vecchio Continente. Un'importante occasione di confronto a livello internazionale organizzata da IAAF, EA e DLV (la Federatletica tedesca) che per l'Italia ha visto la partecipazione del DT allo Sviluppo Stefano Baldini.

"E' stata un'esperienza molto interessante - spiega l'olimpionico azzurro di Atene 2004 - e ricca di spunti. Eravamo una ventina di DT under 18 al lavoro per 10-12 ore al giorno. Gli argomenti trattati hanno spaziato su diversi ambiti: dalla parte tecnica a quella psicologica, passando per fisiologia e genetica. Il focus era ovviamente sull'attività giovanile tra sviluppo e allenamento, con in primo piano le problematiche che spesso portano del drop out. Un fenomeno che ovviamente non riguarda solo la realtà italiana".

A coordinare i lavori sono stati Günter Lange (IAAF Senior Education Manager) e Wolfang Killing (Direttore DLV Academy Mainz). Tra i vari interventi in programma quelli dello statunitense Loren Seagrave (velocità) e dei tedeschi Herbert Czingon (asta), Elmo Neuberger (genetica), Pericles Simon (fisiologia), Scott Grace, Dietmar Chounard, Jorg Peter (psicologia) e Jurgen Bernhart (tecnico DLV Academy).

Che cosa porta a casa Stefano Baldini da questa esperienza? "Sono rimasto molto colpito dal livello di strutture come quella dell'Academy tedesca e dall'organizzazione sportiva del sistema scolastico che in pratica affianca e coinvolge in maniera crescente i giovani studenti dai 9 ai 18 anni. La Gran Bretagna, invece, investe molte risorse nell'atletizzazione degli under 15 con un sistema premiante meno legato ai risultati e più concentrato sulle abilità che si maturano nel corso del tempo. Si chiama Athletics 365 e prevede, come nel karate, una gradazione di livelli basata su dieci colori. La CYCA continua fino alla prossima estate con la presentazione del project work su cui ognuno di noi sta lavorando e che nel mio caso riguarderà il percorso di avvicinamento e costruzione della squadra azzurra per gli Europei U18 del 2018". E l'Italia dell'atletica? "Diversi colleghi di altri Paesi hanno apprezzato la capillarità della nostra attività giovanile su tutto il territorio e nel corso di tutto l'anno".

Da questo punto di vista quali sono i prossimi appuntamenti riservati ai giovani dell'atletica italiana? "In agosto una quarantina di atleti del comparto endurance (mezzofondo e marcia, ndr) si sono allenati in altura a Sestriere. Dal 31 ottobre al 4 novembre a Grosseto organizzeremo il consueto raduno abbinato alla conferenza di programmazione dell'attività degli under 20 proiettati sugli Europei U18 di Gyor (Ungheria, 5-8 luglio) e sui Mondiali U20 di Tampere (Finlandia, 10-15 luglio). Contiamo di coinvolgere un centinaio tra allievi e juniores con i rispettivi tecnici".(fidal.it)

Gazzetta.it compie 20 anni e celebra venti storie da prima pagina

 

Baldini 2004, ai Giochi di Atene il capolavoro del dio di Maratona

L'azzurro si esalta sui 42 km e conquista un oro da brividi battendo il brasiliano De Lima, aggredito a 6 km dal traguardo da uno squilibrato, e scalando così l’olimpo dell’atletica

03 SETTEMBRE 2017 - MILANO

Fra i tanti titoloni della prima pagina della Gazzetta che hanno fatto storia accanto, anzi due anni prima, dell'imbattibile "Tutto vero" dei Mondiali di calcio 2006 c'è sicuramente "Dio di maratona". Perché non suonò blasfemo? Perché in quel 29 agosto del 2004 all'Olimpiade di Atene Stefano Baldini realizzò veramente il massimo delle imprese concesse a un uomo di sport, perché sul traguardo dello stadio Panathinaiko apparve veramente come un semidio. Appunto dio di maratona, come e forse ancora di più di Gelindo Bordin, il veneto con cui condivideva l'allenatore Luciano Gigliotti, che nell'88 a Seul lo aveva preceduto nella stessa impresa ma senza la cornice mitologica che solo l'antica Grecia e il percorso caro a Fidippide potevano concedere. Certo, parliamo di un'epoca in cui i corridori africani non avevano ancora preso le misure dei 42 chilometri e 195 metri (per la verità non le hanno prese del tutto ancora adesso) ma Stefano a 33 anni era allora all'apice di una carriera prestigiosa che l'aveva portato a correre con i migliori alle maratone di New York e Londra ed era fra i favoriti anche ad Atene.

POEMA OMERICO — Quell'oro olimpico vale più di qualsiasi vittoria nelle classiche del podismo, perfino più di un'accoppiata Boston-New York: non solo perché ottenuto sul più prestigioso traguardo della maratona ma anche per i colpi di scena della gara che fu degna di un poema omerico. Era previsto dal copione che nell'ultima giornata di quell'Olimpiade trionfale per i colori azzurri toccasse al nostro Baldini controllare il plotone che accompagnava il favorito d'obbligo, il keniano Paul Tergat. Era previsto dal copione anche che qualcuno, in questo caso il sudafricano Ramaala e il brasiliano Vanderlei de Lima, provasse ad andare in fuga per risvegliare quell'andatura sonnolenta. Era meno previsto invece che l'uomo diventato ultimo tedoforo all'Olimpiade di Rio, cominciasse a fare sul serio costringendo proprio l'azzurro a quell'inseguimento che passerà alla storia dell'atletica. La cronaca sportiva racconta del cedimento clamoroso del campione mondiale Gharib (solo 11° all'arrivo) e del primatista mondiale Tergat (solo 10°) mentre uno sconosciuto eritreo rifugiato negli Usa, Meb Keflezighi, lascia un'ombra imprevista alle spalle della maglia bianca dell'azzurro.

AGGRESSIONE — La cronaca "nera" mostra invece un fanatico religioso in gonnellino scozzese, tale Cornelius Horan, che a sei chilometri dall'arrivo invade il tracciato come aveva già fatto al Gran Premio di Silverstone del 2003. Sono immagini che non appartengono solo alla storia dello sport: il brasiliano aggredito che viene sorretto e rimesso in gara da un corpulento uomo barbuto, Baldini che stacca Keflezighi e raggiunge De Lima a tre km dal traguardo sono nei nostri occhi ancora oggi. Una rimonta su cui si discuterà a lungo: Baldini ha sempre sostenuto (a ragione) che l'aggancio sarebbe avvenuto anche senza l'aggressione, Lima ha riveduto solo nelle interviste all'Olimpiade di Rio la posizione secondo cui senza lo stop sarebbe arrivato da solo al traguardo. A 108 anni dal pastore-contadino Spyridon Louis toccava dunque a un ex contadino emiliano entrare per primo nello stadio Panathinaiko con 2h10'55" davanti a Keflezighi e allo stesso Lima. Quell'immagine del dio di maratona, oggi c.t. giovanile degli azzurri, col pugno alzato è ancora oggi la più diffusa icona mondiale della maratona.Fausto Narducci

Su lastampa.it si parla di Sestriere

 

Baldini: “Sogno la corsa in montagna ai Giochi”

A Sestriere l’ex olimpionico di Atene 2004 a cacca di talenti ed eredi

 

Luca Casali

Stefano Baldini alza la testa e sorride. A Sestriere, a fianco della pista di atletica, c’è un sentiero di appena 700 metri. Si chiama “sentiero Stefano Baldini”, intitolato all’ultimo italiano a vincere una maratona olimpica, ad Atene, nel 2004; l’uomo al quale la Fidal ha dato il bastone di comando del settore “Giovanile e dello “Sviluppo”. Perché l’Italia dell’atletica ha bisogno del suo carisma e al suo essere vincente per un rilancio che, dopo i mondiali di Londra con zero medaglie, non più aspettare. Baldini guida i giovani e sceglie Sestriere. La sua pista e le sue strutture. E sposa la filosofia della corsa in montagna. 

 

Trail, ultra trail, endurance trail: sono la nuova frontiera della corsa in montagna che sta portando a correre sui sentieri milioni di nuovi podisti in tutto il mondo. E’ d’accordo Stefano Baldini su questo modo di intendere l’atletica? O è una forzatura?  

“Nessuna forzatura, tutto il movimento che produciamo in natura o su un percorso misurato, piuttosto che su una pista di gomma si chiama atletica, benessere e performance. Non tutti hanno il cronometro come obiettivo, è anche bello misurarsi con se stessi su un percorso impegnativo, l’importante è essere pronti e preparati”. 

 

Il futuro dell’atletica leggera passa, anche, dalla corsa in montagna?  

“Abbiamo una bella tradizione, che si rinnova nel tempo grazie alle imprese dei ragazzi che si specializzano nella corsa in montagna. Ci sono anche atleti che la utilizzano come preparazione a maratone o per il cross, io stesso sono stato assiduo frequentatore dei percorsi in natura quando finalizzavo le gare più importanti, nei giorni di rigenerazione”. 

 

In pista i talenti azzurri fanno fatica ad emergere: potrebbe essere diverso in montagna ?  

“In pista la concorrenza si è moltiplicata e questo rende tutto più impegnativo; l’Africa è sempre più dura da battere. Lo spazio per far bene c’è ancora, i nostri ragazzi devono andare a prenderselo con pazienza e dedizione, niente arriva da una stagione all’altra. Bisogna sudarsi ogni piccolo miglioramento, celebrarlo e dimenticarlo in fretta per guardare avanti. In montagna siamo sempre competitivi, peccato che non si possa poi coltivare un sogno olimpico in questa specialità”. 

 

Quanto conta avere una corretta dinamica di corsa per districarsi sui sentieri e stare sulle gambe per ore e ore che sono necessarie per coprire distanze che raggiungono e superano anche i 100 chilometri?  

“Fondamentale a tutte le velocità e su qualsiasi fondo mantenere una meccanica di corsa naturale, agile e economica. Risparmiare energie è la base di tutto perché chi sa correre arriva lontano. Anche gli allenamenti sulla forza hanno grande importanza per chi corre distanze lunghe e su sentieri accidentati, ovviamente non per avere le masse muscolari di lanciatori e velocisti, ma per abbassare i consumi e essere sicuri in discesa”. 

 

Sestiere e l’atletica leggera: infine la ripresa dell’attività. Una pista che sarà rifatta nuova nel 2018 e la Fidal che crede nell’attività di preparazione in altura sulla pista e sui sentieri, come quello intitolato a lei, del Colle.  

“Da qualche anno siamo sempre più presenti e nel 2017, oltre agli stage della corsa in montagna con Paolo Germanetto, abbiamo iniziato un percorso educativo all’allenamento in quota con 30 mezzofondisti che corrono dagli 800 metri alla maratona, oltre ai marciatori e tutti Under 25. La pista nuova ci darà la possibilità di mettere le scarpe chiodate ogni giorno e i pistard più forti, anche stranieri, grazie al passaparola, verranno a provare un anello a 2050 metri di altitudine. Il percorso Baldini è una piacevole sorpresa. Vicinissimo alla pista, va bene come riscaldamento ma anche per correre forte su uno sterrato davvero bello: sono onorato e orgoglioso dell’iniziativa del Comune; lo stiamo usando parecchio”. 

 

Stefano Baldini sarebbe mai potuto essere un trailer?  

“Sono un uomo di pianura che ha imparato ad amare la montagna, così come amo la velocità. Correre forte, senza l’ausilio di nessun mezzo meccanico, è la cosa che mi ha emozionato di più nella vita. Mi manca molto”. 

 

Corre ancora, oggi?  

“Corro 3 o 4 volte la settimana, senza un programma di allenamento, giusto per stare bene e divertirmi, di solito corro dai 10 ai 15 km in progressione, ma a volte mi piace ancora fare delle prove su distanze brevi. Ogni tanto faccio qualche gara per iniziative benefiche, la grinta e la passione per il movimento ci sono sempre”.

Gazzetta.it 2004 L'importanza del Coach e del Team

Il professor miracolo

Pubblicato nell'edizione del 30 agosto 2004

Gigliotti, l' allenatore di due olimpionici: Bordin e Baldini. «Stefano è eccezionale»

Il Prof ride, il Prof piange, il Prof non sa cosa fare, il Prof non ci sta più dentro: «Fatemi chiamare casa per dire che sono ancora vivo...». Il Prof, il grande Prof, è Luciano «Lucio» Gigliotti, settant' anni splendidamente portati, un bel paio di furbi baffetti, una parlata con inflessione modenese e una carica infinita. E' più di un allenatore. Senza di lui, forse, l' atleta Stefano Baldini non esisterebbe. Anzi, che diamine: il campione olimpico Stefano Baldini. E non ci sarebbe nemmeno questa notte da brividi. Con la maratona che va da Maratona fino al cuore di Atene, lungo il percorso più suggestivo, lungo quarantaduemilacentonovantacinque metri che profumano di gloria. E il Panathinaiko che, col suo carico di fascino e di tradizione, di colpo si colora di bianco, di rosso e di verde. Che spettacolo, che gioia, che impresa. In Italia dire maratona equivale a dire Lucio Gigliotti da almeno vent' anni. Il primo importante successo internazionale di un suo allievo risale all' 86 quando Gelindo Bordin vinse gli Europei di Stoccarda. Già, Gelindo, Gelindoro. Dopo Seul ' 88, ecco Atene 2004. L' attesa e l' incantesimo di un' Italia senza olimpionici per sedici anni, lo hanno rotto dieci giorni fa Ivano Brugnetti e la sua cavalcata trionfale nella venti chilometri di marcia. Ma c' è un lungo filo sottile che unisce le maratone a cinque cerchi della Sud Corea e questa di Grecia. Il comun denominatore è appunto Gigliotti, il Prof. Uno che, dopo Bordin, ha guidato a vittorie che hanno fatto la storia campioni come Alessandro Lambruschini, oggi suo genero e Maria Guida, campionessa continentale di maratona in carica. Lucio è nell' atletica da cinquant' anni: «Nel ' 57 - ama ricordare - sulla carbonella del Giuriati di Milano, corsi un 800 in 1' 55"». Famiglia a parte, ha un altro grande amore: il rugby. Col Modena ha giocato una partita in serie A, poi ne è stato a lungo dirigente. Lucio sapeva, Lucio non bluffa mai: «Non firmerei per il bronzo» aveva detto alla vigilia. Ieri ha accompagnato Stefano alla partenza. E' stato con lui fino a quando ha potuto. Poi, in fretta e furia, coi mezzi dell' organizzazione, ha fatto ritorno ad Atene. S' è diretto al Panathinaiko e quando si è seduto in tribuna presso la postazione Rai, circa cinquanta minuti di gara se ne erano già andati. Seguirne gli sviluppi al suo fianco è stata un' emozione nell' emozione. «Troppo piano, stanno andando troppo piano - ha sbuffato poco dopo il passaggio al 15° chilometro -: così rischiano di coinvolgere nel gioco anche degli outsider e l' accelerazione sarà violenta». Non s' è spaventato quando Raamala ha provato ad allungare, non ha aperto bocca quando è stata la volta di Lima. Baldini è sempre stato nelle posizioni di testa: «E' bello, è bello, si vede che sta bene» ha spiegato il coach poco dopo la mezza. Poi, finalmente, s' è mosso l' iridato Gharib, un califfo: «Era l' ora - ha esclamato Gigliotti - adesso la gara entra nel vivo». Il vantaggio di Lima, però, è salito fino a 42 secondi: «Non mi piace - ha sentenziato - potrebbe diventare un' azione pericolosa». Lì è cominciato il Baldini-show: «Sta correndo sciolto, ha tutto per arrivare fino in fondo - ha commentato l' allenatore -: Tergat, invece, ha un' ampiezza eccessiva». E infatti: il gruppo, sotto l' azione dell' azzurro, si riduceva e anche il keniano era costretto a rallentare. Fino all' invasione, al corpo a corpo con Keflezighi, al sorpasso su Lima e agli ultimi interminabili dieci minuti di azione solitaria. «E' fatta, è fatta» ha presto gridato il Prof, mentre altri suggerivano ancora prudenza. Di colpo, dal suo zainetto, è comparso un vessillo tricolore: «Sta qui dentro da sei mesi - ha svelato - dal giorno in cui abbiamo cominciato a pensare a questa maratona. Sapevo che stasera ci avrebbe fatto comodo. Il ragazzo ha fatto una cosa enorme, da infarto. Rispetto a Bordin mi ha fatto soffrire ancora di più, perché quella di Gelindo non fu un' impresa annunciata, mentre sapevo in che condizioni stava Stefano. Ero addirittura preoccupato tale era la sua sicurezza. Del resto è un uomo con qualità speciali, lucido, serio, determinato e capace di finalizzare al meglio gli obiettivi. E' solo lui l' artefice di questa impresa, ma voglio ringraziare chi ci ha sempre seguito con professionalità e passione, in particolare il dottor Pierluigi Fiorella e il fisioterapista Daniele Parazza». Anche loro due hanno ricevuto i grazie dei tifosi e i complimenti degli staff stranieri: «Lavoro con Stefano dal ' 93 - spiega Parazza anche a nome di Fiorella -. E' una persona eccezionale, con una grande carica umana. Quest' oro è nato in Namibia, nei due raduni di gennaio e marzo a 1860 metri di quota. Poi ci sono state tante altre tappe e tanti altri stage. Ma quel che ha fatto la differenza è il carattere dell' atleta. Erano di mercoledì gli ultimi test sul lattato: eravamo rimasti sbalorditi. Lavorare con Stefano è un onore». Anche la maratona è una disciplina di squadra. Andrea Buongiovanni (Gazzetta.it)

Atene 2004, 29 Agosto

 

Sono passati 13 anni, non c’erano smartphone e social network per comunicare. Invece internet era già una certezza. Grazie al sito maratoneti.com, ideato assieme a Daniele Caimmi e Ottavio Andriani, Stefano era all’avanguardia nella comunicazione. Ecco il suo post la mattina della gara e l’articolo scritto da Alessandro Fino che racconta la maratona olimpica.

 

Grazie a tutti!

Creato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 10:29 Pubblicato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 10:29 Visite: 271

 

Finalmente questo giorno e' arrivato. Credo di parlare anche a nome di Daniele: sappiate che comunque andra' questa non e' una guerra, ma una gara sportiva, nella quale noi non cercheremo il risultato ad ogni costo, ma di divertirci per primo, onorare l'Italia che rappresentiamo con il massimo dell'impegno per secondo, e per concludere correre per tutti quelli che tifano per noi. Di questo vi ringraziamo gia' da adesso. "Enjoy the competition" diceva un grande atleta del passato, per me sara' cosi'. Ciao a tutti, Stefano.

 

Baldini è ORO olimpico!

Creato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 Pubblicato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 Visite: 140

 

Da Atene Non e’ un sogno. E’ Stefano Baldini Oro Olimpico. Poco dopo le 20,10 di questa magica serata di domenica 29 agosto 2004 Stefano Baldini e' Campione Olimpico di Maratona. Dopo 16 anni dalla vittoria di Gelindo Bordin il campione reggiano corona con un’impresa incredibile la sua gia’ stupenda carriera. Stefano ha raccontato sulle pagine personali e sul sito di www.maratoneti.com l’avvicinamento all’Oro piu’ bello di un’Olimpiade, quello di Maratona. Il sapore di quest'oro riveste un significato particolare per non dire unico. E’ stato vinto ai Giochi Olimpici Moderni, nella stessa terra dove gli stessi sono nati nel VIII secolo a.C. e sono stati ricreati con forza e volonta' di uomini illuminati nel 1896. Veniamo alla gara. La condotta tecnica e tattica di Stefano e’ stata ineccepebile. Alla partenza da Maratona era tranquillo, aspettava solo la gara senza alcuna ansia o tensione particolare. Le tante gare e le grandi vittorie, come le sconfitte, gli hanno solo dato saggezza. Cadere e sapere rialzarsi, come arrivare a un filo di fiato da una grande vittoria internazionale non sono mai state iniezioni di sfiducia per Stefano. Anzi, tutto e’ servito per costruire una grande vittoria, per se’ stesso, per l’Italia e per chi lo ha incitato sino alla fine. Stefano ha controllato la gara sin dall’inizio, dopo 50 minuti di gara circa e’ scappato via il brasiliano Vanderlei De Lima. Stefano e’ stato il protagonista dell’azione che lo ha portato con calma e con il passare dei chilometri a recuperare. Sia Gharib (grande favorito e temutissimo avversario alla vigilia); che Tergat hanno tenuto il ritmo di Stefano senza pero’ rendersi a loro volta protagonisti. Con Stefano al termine dei terribili e temuti chilometri che conducevano al 35o chilometro circa c’era solo l’atleta di passaporto statunitense Keflezighi. Intanto clamorosamente un pazzoide (ne circolano tanti sui circuiti internazionali ultimamente…); ha placcato il brasiliano De Lima, testa della corsa che stava subendo una strepitosa rimonta da Baldini. Il brasiliano ha perso qualche secondo ed e’ rimasto per un tantino smarrito. Stefano Baldini lo raggiungeva poi nei chilometri finali, dopo che si era liberato della compagnia dell’americano Nel finale Stefano corre verso la Gloria e la Storia. L’entrata nello Stadio Panathinaiko e’ da brividi, I quasi 30.000 presenti sono solo per questo grande atleta. Bianco, non africano, con una maglia azzurra addosso. Stefano corre l’ultimo giro. A pochi metri dal traguardo comincia a gioire. Il tempo finale e' 2h10'54". L’esultanza e’ meritata, alza le braccia e gli occhi al cielo. Sta con gli dei, forse puo’ sentirsi come loro. Poi compie un gesto che forse la sua mente ha pensato tante volte. Si inginocchia e bacia la pista, compagna di tante fatiche e restutitrice di vittoria. Quindi la corsa e’ verso il suo tecnico, Lucio Gigliotti che e’ gia’ circondato dal dott. Fiorella dal fisioterapista Parazza. E’ la vittoria di Stefano e’ condivisa da tutti coloro che in questi ultimi mesi hanno costruito giorno per giorno i particolari di un grande appuntamento. Finalmente una bandiera tricolore. Stefano la prende con forza, adesso e’ il momento del giro di pista (saranno due e qualcosa in piu’ alla fine…); per raccogliere applausi e farsi fotografare da gente di ogni nazione. Stafano viene subito rapito, la premiazione e’ allo stadio Olimpico, dove alle 21,15 inizia la cerimonia di chiusura dei XXVIII Giochi Olimpici. Questa splendida medaglia d’oro e’ italiana e’ dell’Atletica Italiana…e’ di Stefano Baldini, reggiano di Castelnuovo di Sotto, ottavo di undici figli, figlio di due genitori che insieme a tutta la famiglia devono abbracciare questo ragazzo capace di dedicare la sua vita alla fatica… e premiato a 33 anni con l’oro piu’ luccicante di un’Olimpiade. L'inno di Mameli da qualche emozione a Stefano e agli italiani, momento indimenticabile. Daniele Caimmi e’ giunto invece in ritardo, finale in 2h e 23 minuti, si toccava gli adduttori all’arrivo. Per lui l’abbraccio di tutti per aver concluso seppur in difficolta’ la gara olimpica. Ottima prestazione per Alberico Di Cecco giunto nono a fine gara. Dietro di lui niente poco di meno che… Paul Tergat, il primatista del mondo. Avremo Stefano nei prossimi giorni, forse nelle prossime ore…come avrete avuto modo di vedere… non lascia mai troppo soli i visitatori di www.maratoneti.com.... intanto.... GRAZIE STEFANO!!!!!!!!!!

In 2000 ad Amatrice: tutti alla “Corsa della Rinascita”

 

La Amatrice-Configno era alla sua 40esima edizione, la più delicata dopo il terremoto di un anno fa

Oltre 2000 podisti hanno partecipato domenica pomeriggio alla 40° esima edizione della Amatrice- Configno, la classica gara di corsa su strada di km 8,500 ribattezzata quest’anno “Corsa della Rinascita” a significare un ritorno alla vita dopo il terribile terremoto del 24 agosto 2016.

TRE MOMENTI –  L’avvenimento è stato vissuto in tre particolari momenti. Sabato sera una premiazione che ha visto coinvolti fra gli altri i campioni olimpici Stefano Baldini, Gelindo Bordin, Gabriella Dorio ed Ezequiel Kemboi, oltre agli ex olimpionici della maratona, oggi apprezzati giornalisti come Marco Marchei e Franco Fava. Il secondo significativo omaggio ad Amatrice è avvenuto domenica  mattina quando Gelindo Bordin e Gabriella Dorio, insieme a Bruno D’Alessio storico organizzatore della Amatrice- Configno ed a Luigi Salvi dell’ Associazione Configno hanno deposto una corona di fiori bianchi e rossi all’interno della Zona Rossa, tutt’ora inaccessibile, davanti alla Torre Civica. Uno dei luoghi di Amatrice più colpiti dal terremoto di un anno fa. Poi la gara, con la presenza record di oltre 2000 partecipanti.(Gazzetta.it Ph.Gianfranco Grazioli)

Due ori di Atene sulla pista di Cecina

Il campione della maratona Stefano Baldini è sulla costa per coniugare mare, relax e allenamenti, ha ritrovato un altro oro del 2004, Paolo Bettini

Stefano Baldini, il maratoneta medaglia d’oro alle olimpiadi di Atene 2004 e campione mondiale della mezza maratona, ha scelto la riviera cecinese per le vacanze e per coniugare il relax all’attività che porta avanti da diversi anni ormai, in qualità di direttore tecnico del settore giovanile della Fidal, la federazione italiana di atletica leggera.

In questi giorni, sulla pista di atletica messa a disposizione dal presidente dell’Atletica costa etrusca, Baldini si è allenato ed ha allenato sua figlia Alessia, velocista, e la giovane atleta bibbonese Alessia Niotta, già da qualche anno nel giro della nazionale azzurra.

Per l’occasione gli hanno fatto visita il consigliere delegato allo sport Mauro Niccolini e il consigliere Francesco Gori, accompagnati da un altro olimpionico, Paolo Bettini, anche lui medaglia d’oro ad Atene come maratoneta. L’amminstrazione comunale ha donato a Stefano Baldini e Alessia Niotta il “coccetto” in terracotta, simbolo della zona. 

“Per noi è un onore che un campione del tuo livello scelga la nostra zona per le vacanze e per gli allenamenti - ha sottolineato Niccolini consegnando l’omaggio -. Un omaggio anche ad Alessia, giovane campionessa, che sta portando in alto i nostri colori, augurandole i migliori risultati possibili”.(quinewscecina.it)

Su Sky Sport 24 speciale Ius Soli da Grosseto

 

Speciale Ius Soli: la situazione nello sport italiano

In un servizio per Sky Sport 24 (guarda il video video), Fabrizio Monari analizza la situazione legata allo Ius Soli nello sport italiano, specialmente nell’atletica in occasione dei Mondiali Under 20 di Grosseto.

 

Grosseto 2017 «È la sede ideale per la preparazione ai grandi eventi»

«Vi ho fatto divertire? » chiede il presidente Fidal Alfio Giomialla stampa, mentre la tribuna dello Zecchini canta a squarciagola l’inno di Mameli durante la premiazione della staffetta azzurra 4x400 campione d’Europa.

 

È l’ultimo atto di una manifestazione che rimarrà nella storia per una serie di motivi, a cominciare dalle presenze di pubblico sugli spalti dello Zecchini, arrivate a sfiortare le ottomila unità.

 

«L’Italia ha preso la via della maturità – è il commento del commissario tecnico della nazionale Stefano Baldini – Il medagliere ha un valore relativo, anche se abbiamo fatto il record di medaglie, di medaglie d’oro, abbiamo fatto quasi il record di punti, che è la classifica che m’interessa di più: ti dice la profondità di questo movimento che ha prodotto 24 primati personali, 24 finalisti. Sono molto soddisfatto di questa squadra che si è espressa al meglio, anche in considerazione che abbiamo messo tanti ragazzi under 18, under 19 in una manifestazione che dovrebbe essere formativa ma che per molti è stata qualcosa in più: vedi le medaglie di Visca, Battocletti e quella della Vandi nella 4x400 femminile. C’è una grande armonia nel settore giovanile. I ragazzi vengono fuori nel momento che conta: quattro primati nazionali non sono pochi e c’è stata la conferma delle nostre punte. Il fatto che negli Europei Under 23 in Polonia e qua a Grosseto abbiamo vinto il medagliere maschile e questo la dice lunga come stiamo lavorando e di cosa spero di dare a Locatelli per l’alto livello. 

 

Io godo di uno staff di alto livello, che ho implentato con ex atleti come Vizzoni, Mori, Frinolli. È il risultato di un anno di grande lavoro che ci deve portare a fare un salto di qualità. Ecco perché il mio ruolo è sul settore giovanile ma anche sullo sviluppo». 

 

I meriti di Grosseto. Baldini fa presente che «la motivazione di questi ragazzi si è vista fin dalla cerimonia inaugurale: cantavano l’inno per le vie di Grosseto. Questo evento ha coinvolto tutta la città. Ci eravamo preparati bene e questo grazie a Grosseto, una sede di allenamento abituale». 

 

«Continueremo – aggiunge il ct Baldini – a utilizzare Grosseto perché ci regala, dopo queste gare, un impianto eccezionale. Ci siamo trovati benissimo. A fine ottobre saremo qui per la programmazione annuale per l’under 20. Quindi un arrivederci a Grosseto nella speranza di poter utilizzare questo impianto anche per manifestazioni di carattere nazionale come i campionati italiani, perché qua si sta veramente bene e la pista è stata rifatta alla grande: al di là del vento contrario nella velocità pura si sono visti dei risultati eccezionali sia dalle pedane che in pista». 

 

Cosa le rimane di questa esperienza?

 

«La tanta energia che questi ragazzi regalano all’atletica italiana. Io e miei collaboratori dobbiamo solo alimentarla, continuare a darci dentro: gli altri non ci aspettano». 

 

L’emozione più grande? «Nella staffetta 4x400 che ci ha dato l’oro sembrava venisse giù lo stadio tanto era l’entusiasmo. Di questa esperienza mi rimarrà anche la tribuna, il pubblico che ha spinto Aceti, la Battocletti alla medaglia cui tenevano tanto. Organizzare significa anche questo: dare motivazioni all’ambiente». 

 

Il pubblico di Grosseto è partito innamorato di Filippo Tortu, ma ha imparato ad apprezzarne anche altri atleti.

 

«È bello così, oltre a Tortu ci sono stati altri ragazzi che si sono fatti voler bene. In primis Aceti, e lo dico scherzosamente, ha anche battuto Filippo nel medagliere: lui la doppietta d’oro l’ha fatta, mentre Tortu ha fatto oro e argento. E quindi i due compagni di allenamento sul campo di Giussano portano a casa un bel bottino. Filippo è stato un capitano eccezionale, come la Di Lazzaro alla quale è mancata solo la medaglia. Abbiamo una squadra con un gran carattere». (iltirreno.it)

 

 

 

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