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Su Sky Sport 24 speciale Ius Soli da Grosseto

 

Speciale Ius Soli: la situazione nello sport italiano

In un servizio per Sky Sport 24 (guarda il video video), Fabrizio Monari analizza la situazione legata allo Ius Soli nello sport italiano, specialmente nell’atletica in occasione dei Mondiali Under 20 di Grosseto.

 

Grosseto 2017 «È la sede ideale per la preparazione ai grandi eventi»

«Vi ho fatto divertire? » chiede il presidente Fidal Alfio Giomialla stampa, mentre la tribuna dello Zecchini canta a squarciagola l’inno di Mameli durante la premiazione della staffetta azzurra 4x400 campione d’Europa.

 

È l’ultimo atto di una manifestazione che rimarrà nella storia per una serie di motivi, a cominciare dalle presenze di pubblico sugli spalti dello Zecchini, arrivate a sfiortare le ottomila unità.

 

«L’Italia ha preso la via della maturità – è il commento del commissario tecnico della nazionale Stefano Baldini – Il medagliere ha un valore relativo, anche se abbiamo fatto il record di medaglie, di medaglie d’oro, abbiamo fatto quasi il record di punti, che è la classifica che m’interessa di più: ti dice la profondità di questo movimento che ha prodotto 24 primati personali, 24 finalisti. Sono molto soddisfatto di questa squadra che si è espressa al meglio, anche in considerazione che abbiamo messo tanti ragazzi under 18, under 19 in una manifestazione che dovrebbe essere formativa ma che per molti è stata qualcosa in più: vedi le medaglie di Visca, Battocletti e quella della Vandi nella 4x400 femminile. C’è una grande armonia nel settore giovanile. I ragazzi vengono fuori nel momento che conta: quattro primati nazionali non sono pochi e c’è stata la conferma delle nostre punte. Il fatto che negli Europei Under 23 in Polonia e qua a Grosseto abbiamo vinto il medagliere maschile e questo la dice lunga come stiamo lavorando e di cosa spero di dare a Locatelli per l’alto livello. 

 

Io godo di uno staff di alto livello, che ho implentato con ex atleti come Vizzoni, Mori, Frinolli. È il risultato di un anno di grande lavoro che ci deve portare a fare un salto di qualità. Ecco perché il mio ruolo è sul settore giovanile ma anche sullo sviluppo». 

 

I meriti di Grosseto. Baldini fa presente che «la motivazione di questi ragazzi si è vista fin dalla cerimonia inaugurale: cantavano l’inno per le vie di Grosseto. Questo evento ha coinvolto tutta la città. Ci eravamo preparati bene e questo grazie a Grosseto, una sede di allenamento abituale». 

 

«Continueremo – aggiunge il ct Baldini – a utilizzare Grosseto perché ci regala, dopo queste gare, un impianto eccezionale. Ci siamo trovati benissimo. A fine ottobre saremo qui per la programmazione annuale per l’under 20. Quindi un arrivederci a Grosseto nella speranza di poter utilizzare questo impianto anche per manifestazioni di carattere nazionale come i campionati italiani, perché qua si sta veramente bene e la pista è stata rifatta alla grande: al di là del vento contrario nella velocità pura si sono visti dei risultati eccezionali sia dalle pedane che in pista». 

 

Cosa le rimane di questa esperienza?

 

«La tanta energia che questi ragazzi regalano all’atletica italiana. Io e miei collaboratori dobbiamo solo alimentarla, continuare a darci dentro: gli altri non ci aspettano». 

 

L’emozione più grande? «Nella staffetta 4x400 che ci ha dato l’oro sembrava venisse giù lo stadio tanto era l’entusiasmo. Di questa esperienza mi rimarrà anche la tribuna, il pubblico che ha spinto Aceti, la Battocletti alla medaglia cui tenevano tanto. Organizzare significa anche questo: dare motivazioni all’ambiente». 

 

Il pubblico di Grosseto è partito innamorato di Filippo Tortu, ma ha imparato ad apprezzarne anche altri atleti.

 

«È bello così, oltre a Tortu ci sono stati altri ragazzi che si sono fatti voler bene. In primis Aceti, e lo dico scherzosamente, ha anche battuto Filippo nel medagliere: lui la doppietta d’oro l’ha fatta, mentre Tortu ha fatto oro e argento. E quindi i due compagni di allenamento sul campo di Giussano portano a casa un bel bottino. Filippo è stato un capitano eccezionale, come la Di Lazzaro alla quale è mancata solo la medaglia. Abbiamo una squadra con un gran carattere». (iltirreno.it)

 

 

Grosseto 2017: energia giovane e grande atmosfera

 

Il presidente FIDAL Alfio Giomi e il DT del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini commentano la 24esima edizione dei Campionati Europei under 20 appena conclusa nella città toscana video

Quattro giorni e quaranta ore di gare. 1159 atleti di 47 nazioni che si sono contesi le medaglie e i 44 titoli in palio. 42 ore di evento trasmesse in Eurovisione, 125 operatori dei media accreditati da tutta Europa comprese diverse TV internazionali. Ecco solo alcuni dei numeri della 24esima edizione dei Campionati Europei under 20 appena conclusi a Grosseto. "Una città - commenta con soddisfazione il presidente FIDAL Alfio Giomi alla guida anche del Comitato Organizzatore di Grosseto 2017 - che è tornata ad accoglierci dopo gli Europei Juniores del 2001 e i Mondiali U20 del 2004. Con impianti rimessi a nuovo e uno stadio pieno come non mai con un'atmosfera meravigliosa. Penso che chi è venuto a vedere le gare dal vivo avrà da raccontare un'esperienza indimenticabile così come quella dei giovani atleti in pista. E' stata stimata una media di 10-12.000 presenze che si sono alternate nel corso di ogni singola giornata. Non posso che ringraziare chi ha permesso all'Italia dell'atletica di vivere questa fantastica avventura: l'Amministrazione Comunale in primis, le aziende partner, i giudici, i volontari e tutto lo staff del comitato organizzatore. Presto avremo i dati ufficiali di uno studio che abbiamo commissionato per valutare l'impatto della manifestazione sul territorio che, a quanto pare, in questi giorni ha registrato un autentico sold-out nelle strutture ricettive. Tanti buoni motivi che qui non possono non far pensare al futuro". 

BALDINI: "UNA SQUADRA FANTASTICA!" - Grosseto 2017, il giorno dopo. Allo Stadio Zecchini oggi non ci sono gare, ma nell'aria resta l'eco freschissima del fantastico finale degli Europei under 20: l'oro della 4x400 azzurra maschile con l'inno d'Italia cantato a squarciagola da tutta la tribuna, compreso il DT del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini. "La voce anche stavolta se ne è andata, come purtroppo questi bellissimi giorni di gare. Tra Bydgoszcz e Grosseto abbiamo vissuto due settimane di grande lavoro, ma anche di grandi soddisfazioni. Risultati che, grazie al confronto con il resto del Vecchio Continente, ci danno delle certezze e delle indicazioni su quello che c'è ancora da fare. Degli Europei U20 resteranno tante emozioni e il ricordo di un evento che ha dato belle risposte sia in pista che dal punto di vista organizzativo. Eravamo il paese ospitante e penso che abbiamo fatto una bella figura". 

 

Il bilancio finale della rassegna continentale non è fatto solo di cifre, ma anche di tante storie. "9 medaglie, 111 punti, 24 finalisti, 5 record italiani e 25 primati personali. Siamo di nuovo a piani alti di classifica a punti e medagliere con il primo posto in quello maschile come una settimana fa agli Europei U23. Ogni medaglia ha una storia e un percorso: aggiungere al podio individuale quello di squadra in staffetta come hanno fatto Aceti, Tortu e Sibilio, battendo primati che resistevano da tanto tempo è un bel valore aggiunto. I quartetti azzurri sono stati assolutamente protagonisti a Grosseto e considerando che tre dei componenti della 4x400 l'anno prossimo saranno ancora juniores, li aspettiamo in azione anche ai Mondiali U20. Insomma, tanti bei mattoncini per il futuro del nostro sport". Che cosa ha fatto la differenza a Grosseto? "Sicuramente l'atmosfera: è stata entusiasmante e ha generato una bella energia per l'atletica italiana che ora non bisogna assolutamente disperdere. E' il frutto di un lavoro programmato e iniziato da tempo con atleti, tecnici personali, società e staff tecnico federale. Grazie perché ognuno ha fatto la sua parte e questi risultati sono merito di tutti".    

LIVELLO TOP, ECCO LA GENERAZIONE DEI MILLENNIALS - "Molte prestazioni, come il livello complessivo della manifestazione, sono state davvero di spessore internazionale - continua l'olimpionico di maratona ad Atene 2004 -. Su tutti i record del mondo del decathlon del tedesco Kaul e della 4x100 femminile della Germania (43.27 in batteria, ndr) e in generale i salti in estensione su una pedana fantastica. Atleti giovani come il triplista Dallavalle o "millennials" come Battocletti, Coiro e Visca si sono fatti trovare pronti nell'occasione che conta. Questa è la mentalità giusta che vogliamo vedere nei nostri ragazzi e nell'ambiente da cui provengono che ha permesso loro di crescere con serenità. Altri magari non erano al 100% e qui non sono potuti esserci: penso alla Zenoni che ci ha provato fino all'ultimo o alla Tommasi, frenata da un problema fisico, ma che nei 5000 sarebbe stata sicuramente protagonista. Attenzione, però, perché non finisce qui. Questo luglio azzurro continua con l'EYOF a Gyor in Ungheria: in un mese oltre 200 giovani tra i 15 e i 22 anni avranno vestito la maglia della Nazionale".

"I ragazzi a Grosseto ci hanno fatto sognare e divertire - aggiunge Tonino Andreozzi, assistente alla Direzione Tecnica del settore giovanile -. E penso che questo sia arrivato al tanto pubblico che c'era in questi giorni allo stadio e che ha ha dato una bella spinta in più quando si trattava di correre quell'ultimo rettilineo sotto la tribuna. La squadra è stata compatta e coinvolgente anche nel fare il tifo. Ma la squadra è anche quella dello staff tecnico federale a cui contribuisce la costante collaborazione con i tecnici personali". Da Grosseto ora il testimone passa a Boras, in Svezia, sede della prossima edizione degli Europei U20.(www.fidal.it)

 

Baldini: ''Bydgoszcz-Grosseto, l'Italia dei giovani''

 

Il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo passa in rassegna i risultati dei recenti Europei U23 con l'attenzione già proiettata sulla rassegna continentale under 20 in Italia dal 20 al 23 luglio (Video)

 

E' rimasto quasi senza voce. Dopo quattro giornate in prima linea ai Campionati Europei under 23 di Bydgoszcz, il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini ha gli occhi ancora pieni dello scintillio delle imprese degli azzurri. Tre ori, tre argenti e due bronzi, 29 finalisti, Italia quinta nel medagliere e nella placing table con 111 punti. Superato anche il record della precedente edizione degli EuroU23 a Tallinn 2015 dove erano arrivati 2 ori, 2 argenti e 4 bronzi, 25 finalisti e 109 punti. "Ci sono stati momenti davvero esaltanti a Bydgoszcz - spiega l'olimpionico di maratona ad Atene 2004 - e in tribuna non sono mancati gli urli di gioia. Sabato con l'ultimo giro di Crippa sui 5000, mentre Falocchi era in lizza per l'oro nell'alto. Domenica con la fantastica doppietta Chiappinelli-Abdelwahed nei 3000 siepi e la Furlani bronzo nell'alto. Mi sono anche un po' commosso per la vittoria della Folorunso nei 400hs perché ha passato un periodo complicato per alcuni problemi fisici che, però, è riuscita a gestire molto bene. Yeman, Ayomide, ma anche Yohanes che lo era stato un anno fa ai Mondiali U20: i capitani dell'Italia Team non tradiscono mai, su di loro si può fare sempre affidamento".

 

E il resto del team come si è comportato?

"Squadra numerosa (83 gli atleti in Polonia, ndr), ma comunque competitiva a prescindere dalle controprestazioni che vanno sempre messe in conto. E' stata una settimana impegnativa, ma i nostri ragazzi hanno avuto l'atteggiamento giusto. Lo dimostra anche il fatto che a Bydgoszcz 16 atleti hanno ottenuto il personal best.  Senza un infortunio (Tanzilli nei 200m, ndr) e una squalifica (la 4x100 maschile, ndr) i finalisti sarebbero potuti diventare un paio in più. Devo dire grazie all'ottimo lavoro dei tecnici personali che hanno voluto condividere con la struttura federale una programmazione che li ha portati ad arrivare in forma a questo punto della stagione".

   

Scomponendo il medagliere, emerge il dato di un'Italia che al maschile con 6 metalli è prima a pari merito con la Gran Bretagna. 

"Sono numeri che emozionano e danno soddisfazione. E' vero parliamo di under 23, ma alcuni di questi giovani sono già maturi, fanno un'atletica di un certo livello e hanno davanti un gran bel futuro. Ma dobbiamo continuare ad investire anche su altri, non possiamo permetterci di perdere per strada nessuno. Per far questo serve poter continuare e se possibile implementare l'attività tecnica e di raduni che è stata organizzata quest'anno. Grazie allo staff tecnico e sanitario per il continuo supporto. E' già stato fatto molto, speriamo di aver ripagato la fiducia di chi ha concretamente creduto in questo progetto".                        

 

Per alcuni dei protagonisti di Bydgoszcz, gli Europei under 23 hanno rappresentato soltanto una tappa di questo 2017. All'orizzonte ci sono, infatti, i Mondiali di Londra. 

"Chiappinelli il minimo per Londra lo aveva già fatto al Golden Gala, la Folorunso lo ha ottenuto qui. C'è chi poi continuerà a gareggiare, qualcuno invece prenderà fiato per prepare cross e indoor. A metà ottobre ricomineremo a lavorare insieme per la prossima stagione".

 

Niente vacanze nemmeno per il DT Baldini: valigia già pronta per Grosseto e gli Europei under 20. 
"Le energie non mancano sicuramente e la voce tornerà. Ci prepariamo a vivere altre quattro fantastiche giornate di atletica. L'impianto è stato tirato a lucido e la pista è bellissima. Saremo forti e tosti. Vi aspettiamo tutti per tifare i nostri azzurrini che sono sicuro che ci faranno divertire". (fidal.it, foto G.Colombo)

Baldini: ''Bydgoszcz, una tappa per crescere''

Il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo traccia il profilo della squadra che sta per scendere in pista agli imminenti Europei under 23 in Polonia (13-16 luglio) Video

 

di Alessio Giovannini

Le gare inizieranno giovedì 13 luglio, ma la Nazionale italiana dei Campionati Europei under 23 di Bydgoszcz (Polonia) un record l'ha già battuto. Con 84 convocati (83 dopo la defezione del discobolo Anesa) è la squadra azzurra più numerosa che abbia mai partecipato a questa rassegna. "La configurazione del calendario - spiega il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini - ci ha dato una grossa mano per permettere ad un bel numero di atleti di raggiungere lo standard di iscrizione. Ma questo è anche il frutto di una generazione di ragazzi e ragazze che stanno crescendo molto bene e che già in passato hanno dimostrato il loro valore a livello internazionale. Tutto questo coadiuvato da un lavoro di preparazione che da febbraio ha visto il coinvolgimento di atleti e tecnici personali in un fitto numero di raduni federali".

 

In base alle graduatorie stagionali dell'European Athletics, 24 degli azzurri (12 uomini e 12 donne) di Bydgoszcz sono nella top-10 under 23 con Yohanes Chiappinelli leader continentale dei 3000 siepi grazie all'ottimo 8:27.34 corso al Golden Gala. Un crono che per il campione europeo junior 2015 vale anche lo standard di iscrizione per i prossimi Mondiali di Londra. "Come Yohanes ci sono anche altri atleti che qui possono avere l'occasione giusta per raggiungere il pass mondiale o provare a trovare spazio nei target numbers. E' il caso ad esempio di Ayomide Folorunso al rientro nei 400hs, Filippo Randazzo nel lungo e Erika Furlani nell'alto. Ci sono poi diversi azzurri che arrivano dall'esperienza nei college americani dove hanno affrontato la lunga ed intensa stagione NCAA. Quella degli under 23 è una categoria di maturazione agonistica e una rassegna come questa ha proprio il senso di spingere questi giovani verso il salto di qualità. Anche perché qui gli stimoli per migliorarsi davvero non mancano".

 

Scorrendo, infatti, l'entry-list è impossibile non notare nomi di big di livello assoluto come l'olimpionica croata del giavellotto Sara Kolak (68,43 a Losanna!) e del tedesco Max Hess (PB 17,52i), campione europeo in carica del triplo, il più giovane della storia dell'atletica continentale. In pista potrebbe puntare ad un'altra doppietta la turca di origine keniana Yasemin Can che ad Amsterdam 2016 ha conquistato 5000 e 10.000 e poi, a Chia, anche il titolo europeo di cross. Occhio alla ventenne tedesca Konstanze Klosterhalfen, fresca autrice di un sensazionale 3:59.58 sui 1500 in occasione dei Campionati nazionali ad Erfurt. Sul giro di pista - a prescindere dal fatto se opterà per la distanza con o senza barriere - il norvegese Karsten Warholm dopo il 44.85 nei 400 piani e il 48.25 nei 400hs, è senz'altro il superfavorito. Per la Polonia, l'uomo copertina della rassegna ha il volto del recordman mondiale junior del peso Konrad Bukowiecki (PB 21,51) che domina l'immagine scelta per la promozione dei Campionati. "Gareggiare al fianco di atleti di questo livello - aggiunge Baldini - per i nostri ragazzi è un'opportunità preziosa per confrontarsi con chi già vive al top l'atletica internazionale. Un'esperienza che 20 di loro hanno già sperimentato anche attraverso le recenti convocazioni in Nazionale senior".       

 

Saranno queste delle settimane molto intense per gli under dell'atletica italiana: Europei U23 a Bydgoszcz (13-16 luglio), Europei U20 a Grosseto (20-23 luglio) ed European Youth Olympic Festival a Gyor in Ungheria (23-29 luglio). In tutto 201 atleti in maglia azzurra: un bel numero e un bell'impegno. "Tanto lavoro, ma anche tanti giovani che hanno voglia di fare atletica, che sudano, sorridono e sognano per l'atletica. E questo è quello che ti fa dire che ne vale la pena. In questi giorni a Grosseto è in corso un raduno in vista di Europei U20 ed EYOF sugli impianti appena rinnovati. Si tratta di strutture che saranno una grande risorsa per la nostra attività anche a seguire".

 

Il messaggio del DT Baldini ai giovani dell'atletica italiana che stanno per affrontare l'Europa?

 

"L'atmosfera è di grande entusiasmo. Il mio invito è quello di vivere tutto questo con lo spirito giusto: concentrazione quando si gareggia, ma anche divertimento per portare a casa un bel ricordo di queste trasferte. In particolare a chi sarà in pista a Grosseto dico che hanno il privilegio di gareggiare in Italia e che un po' li invidio perchè nella mia carriera non mi è mai capitato di farlo in maglia azzurra nel nostro Paese. E' da esperienze come queste che si possono costruire le basi per il futuro di questa nuova generazione".(fidal.it)

 

Il caldo estivo? I consigli del FrontRunner Baldini

 

Direttamente dal Blog di Asics FrontRunner, Stefano ci consiglia alcune strategie per rendere gli allenamenti estivi più produttivi.

 

Questi giorni sono stati davvero caldi. Nei fine settimana sono stato “murato” in campi di atletica leggera a seguire Campionati nazionali giovanili, dove tribune bollenti hanno avuto il sopravvento sulla voglia di correre. Ma durante la settimana, l’ora di tempo necessaria a una corsa ristoratrice è stata un’oasi nel deserto.

A quel punto, con temperature che tra Rubiera e Roma oscillavano facilmente tra i 32 e i 35 gradi, mi son chiesto se un allenamento di corsa lunga fosse veramente rigenerante e allenante. Non ho appuntamenti agonistici da finalizzare quest’estate anzi, mi chiedo ogni giorno come facessi a preparare una maratona nei mesi estivi. Chi si allena per Europei, Mondiali e Olimpiadi passa settimane “refrigerate” in quota, ma noi lavoratori? Sono abituato a uscite spesso monoritmo, uguali a quelle dei giorni precedenti, a intensità moderata, quei 15 km che a oltre 30 gradi sono in ogni caso faticose.

 

Cosa fare in alternativa?

Ho deciso che il caldo deve diventare un’opportunità invece che un disagio. Ho accorciato le sedute e aumentato l’intensità, per risvegliare un motore che diventa sempre più pigro, e di sfruttare queste settimane estive per fare cose che ormai avevo abbandonato e che, anche con l’afa, sono divertenti. 

 

Un esempio?

Riscaldamento di 4 o 5km e 10x200m ad intensità sub massimale con recupero 1’ da fermi (facendo andata e ritorno potete anche dissetarvi ogni due ripetute), una seduta che si potrebbe fare anche sfruttando una piccola pendenza correndo una volta in salita e una volta in discesa (max 4/5% di dislivello). Oppure, se il caldo non è così pressante e non avete un percorso misurato, fare 10 volte 1’ di corsa veloce da alternare con 2’ di riposo. Oppure ancora, 3 o 4 mini circuiti di 4 esercizi per gambe e tronco (esempio saltelli, addominali, dorsali per circa 30”) con 100m di corsa sostenuta tra un esercizio e l’altro e 1’ di corsa forte dopo il quarto esercizio, con recupero di 3’ e bevuta tra un circuito e l’altro. Così facendo, in tre settimane (12 allenamenti totali) devo ammettere che mi sento molto tonico, più brillante ed economico nella corsa. Ovviamente si suda comunque, ma sento un disagio nettamente minore e muscoli più forti.

Per chi volesse provare, attendo feedbak!

 

A Sestriere si corre nel cielo

 

Una bellissima giornata. Grazie davvero a Sestriere e a quello che sta investendo nello sport e per lo sport. Il Sentiero è un’idea che ho proposto in un incontro col Sindaco Marin durante un raduno di 4 anni fa. Da queste parti devi stare attento perché un’idea, se buona, prende forma in poco tempo. Ieri l’ho provato, molto bello, 700 metri di lunghezza e c’è già in progetto il prolungamento a 1km. A 2080 metri di altitudine, un bell’anello sterrato per correre forte mi pare un’ottima soluzione. Ad agosto ci torno e, durante il raduno del Progetto di Sviluppo, avrò l’occasione per correrci sopra un po’ di più. Prossimo obiettivo fondamentale, il rifacimento della pista, così si completa il lavoro.

Inaugurato a Sestriere il sentiero Baldini

 

Stefano Baldini, ex maratoneta e mezzofondista italiano medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Atene del 2004, ha inaugurato il sentiero a lui intitolato al Colle del Sestriere. Lunedì 26 giugno il sindaco di Sestriere Valter Marin, assieme al vicesindaco Gianni Poncet ed all’assessore Francesco Rustichelli, ha accompagnato Stefano Baldini lungo l’anello di 700 metri in terra battuta situato nella collinetta che affianca la pista di atletica a Sestriere. Un percorso panoramico pianeggiante, che oscilla su una curva di livello di circa 2080 metri d’altitudine, realizzato dal Consorzio Forestale Alta Val Susa e particolarmente ideale per gli atleti che vogliono lavorare in quota a ritmi più intesi.

Baldini al Sestriere

Baldini, che preparò i suoi grandi successi proprio allenandosi in quota a Sestriere, è apparso entusiasta del nuovo tracciato a disposizione degli atleti. In qualità di Direttore Tecnico Giovanile e per lo Sviluppo della Federazione Italiana di Atletica Leggera ha annunciato che porterà ad allenarsi gli atleti Fidal per tre settimane nel mese di agosto con l’obiettivo di preparare la seconda parte della stagione agonistica. “Vedere realizzato questo sentiero – ha dichiarato Baldini – che avevo suggerito qualche anno fa, è sicuramente una bella soddisfazione. Sestriere è stato, è, e sarà, uno dei posti che frequenteremo costantemente durante l’estate. Da quest’anno, in aggiunta ai raduni di corsa in montagna, faremo anche un’attività permanente durante il mese di agosto per educare all’allenamento in altura i ragazzi dell’attività di sviluppo nati tra il 1993 e il 1997. L’obiettivo è di creare, attorno ad un gruppo di 25/30 atleti che saranno in ritiro ad agosto con la Federazione, anche un’attrazione per tanti altri atleti che al momento in nazionale non sono ancora ma hanno voglia di condividere un periodo di allenamento assieme ai nostri. Un volano anche per gli atleti stranieri che sceglieranno di prepararsi in quota a Sestriere. Abbiamo avuto negli anni passati grossissimi risultati utilizzando gli allenamenti in quota e Sestriere rimane dal punto di vista paesaggistico e a livello di ospitalità uno dei luoghi migliori. Da atleta a Sestriere ho fatto la mia prima esperienza in altura e da qui sono passate tantissime fasi di allenamento. Questo posto ha sempre pagato tantissimo dal punto di vista del ritorno di condizione fisica”.

Comune e Fidal

Si rinnova così, prendendo decisamente più slancio, l’accordo siglato quattro anni fa tra il Comune di Sestriere e la Fidal. Un’intesa che ha portato una serie di interventi da parte del Comune per migliorare le infrastrutture dedicate all’atletica: dopo il rifacimento della pedana di salto (lo scorso anno) è stato realizzato il Sentiero “Gelindo Bordin” che va ad aggiungersi al Sentiero “Ivano Brugnetti” e da oggi anche al Sentiero “Stefano Baldini”: tre percorsi intitolati ad altrettanti grandi campioni olimpici che hanno costruito i propri successi allenandosi in quota al Colle del Sestriere. “Sestriere è una montagna di sport a tutti i livelli – commenta il vicensindaco ed assessore allo sport Gianni Poncet – Baldini, che si era allenato qui a tempi d’oro, è tornato portando il suo nome su questo sentiero inaugurato oggi. Per noi è un elemento importante per riportare le squadre dell’atletica leggera ad alto livello ad allenarsi in quel di Sestriere. Abbiamo una condizione ottimale con una sentieristica unica ed anche con una pista d’atletica a 2.000 metri con un glorioso passato legata a Meeting importanti che hanno visto sfidarsi big del calibro di Lewis, Johnson e Bubka che vorremmo riproporre per gradi assieme alla Federazione”.

 

I primi a correre sul “Sentiero Baldini” sono stati Pietro Riva, atleta azzurro attuale Campione Europeo Juniores nei 10mila, il primatista norvegese Sondre Nordstad Moen ed anche i maratoneti coreani in ritiro a Sestriere in vista dei Mondiali di Atletica in programma a Londra.(l'agenda.news)

 

Sestriere regala un percorso a Stefano

Si rafforza sempre più il legame tra Sestriere ed il mondo dell’atletica. In questi giorni al Colle si stanno allenando i gemelli Bernard e Martin Dematteis (nella foto con alcuni giovani atleti del vivaio azzurro), pluri campioni europei di Corsa in Montagna, che torneranno poi a luglio con l’intera squadra nazionale.

Restando in tema di nazionali Sestriere è stata scelta anche dalla rappresentativa coreana di maratona quale sede di ritiro in vista dei mondiali in programma a Londra ad inizio agosto. Stesso obiettivo anche per il primatista norvegese Sondre Nordstad Moen anche lui in allenamento a Sestriere.

In mezzo a tanti atleti di oggi, un grande atleta del passato sarà a Sestriere lunedì 26 giugno per un motivo speciale. Si tratta di Stefano Baldini, ex maratoneta e mezzofondista italiano, vincitore di innumerevoli eventi tra cui spicca la maratona alle Olimpiadi di Atene del 29 agosto 2004.

Oggi Baldini riveste il ruolo di Direttore Tecnico Giovanile e per lo Sviluppo della Federazione Italiana di Atletica Leggera. A lui il Comune di Sestriere ha deciso di intitolare un anello di 700 metri in terra battuta, ideale per lavorare in quota a ritmi più intesi, situato sulla collinetta che affianca la pista di atletica di Sestriere. La cerimonia di intitolazione si terrà in mattinata alle ore 11.(ecodelchisone.it)

 

Il Presidente Mattarella visita il Coni e saluta gli Olimpionici

 

Mattarella abbraccia gli azzurri al CONI

 

Il presidente della Repubblica ha fatto visita al CONI per la prima volta nella storia. Presenti il presidente FIDAL Alfio Giomi, Maurizio Damilano, Gabriella Dorio, Stefano Baldini e Fabrizio Donato.

Un incontro unico, il primo nei 103 anni di storia del Comitato Olimpico Italiano. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto visita al CONI e abbracciato gli azzurri fra cui quattro campioni di sempre dell’atletica leggera come l’oro olimpico di Mosca Maurizio Damilano, quello di Los Angeles Gabriella Dorio, quello di Atene Stefano Baldini e il bronzo olimpico di Londra Fabrizio Donato, presenti al Foro Italico insieme al presidente della FIDAL Alfio Giomi. Un incontro reso ancora più speciale dallo scenario mozzafiato del Foro Italico di Roma, con un palco allestito per l’occasione nel piazzale fra Palazzo H e lo Stadio dei Marmi, in cui il presidente Mattarella ha ricevuto l’omaggio di un mondo e di un luogo nato e concepito per lo sport.

Sergio Mattarella ha dimostrato la sensibilità e la vicinanza della massima istituzione dello Stato nei confronti del movimento agonistico nella sua accezione globale. Erano presenti oltre 602 medaglie olimpiche, mondiali ed europee tutte insieme a rappresentare l’eccellenza dello sport tricolore. All’evento hanno partecipato i presidenti delle Federazioni Sportive Nazionali e Paralimpiche, delle Discipline Sportive Associate, delle Associazioni Benemerite, degli Enti di Promozione Sportiva, dei Comitati Regionali, del mondo paralimpico, nonché una folta rappresenta di atleti in attività e del passato. A fare gli onori di casa il Presidente del CONI, Giovanni Malagò che ha accolto Mattarella unitamente al Ministro dello Sport, Luca Lotti, e al Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.

Mattarella ha celebrato e abbracciato tutti i presenti con un messaggio emozionante. "Sbagliano quanti considerano lo sport come marginale nella vita sociale, come un tempo di ricreazione. Lo sport è invece una leva di grande efficacia sul piano sociale, culturale, educativo, con rilevanti ricadute economiche. Vogliamo occupare un importante pezzo di welfare attivo del Paese e grazie allo sport coltivare tanti sogni e tante speranze.

Il nostro più grande risultato sarà quando saremo consapevoli di aver regalato un sogno, una speranza in più a tanti ragazzi".

 "Questo incontro intende riaffermare non soltanto i valori dello sport, ma la sua importanza, ampia e crescente, nella società, nella formazione dei giovani, nello sviluppo equilibrato delle persone e delle nostre comunità", le parole del Capo dello Stato, che nella sua visita al Palazzo H è rimasto colpito dalla 'Sala delle fiaccole' e in particolare da quella dei Giochi invernali di Torino 2006. "Lo sport è, insieme, causa e conseguenza di una passione collettiva che accompagna gare e campionati, e talvolta contribuisce a farci sentire un popolo - aggiunge Mattarella -. Nello sport si specchia la nostra società in misura molto maggiore di quanto taluni credono: per questo lo sport italiano ha consapevolezza di rappresentare l'immagine dell''Italia. Chi si impegna per lo sport, chi lo diffonde, aiuta l'intero Paese. Auspico che l'Italia abbia nei prossimi anni la forza e la capacità di guardare allo sport per trarre un nuovo slancio verso traguardi sempre piu ambiziosi. Se sapremo fare squadra nessuna sfida, neanche la più difficile, sarà irrealizzabile. E i nostri sogni, anche i più arditi, potranno diventare realtà". Poi, rivolgendosi alla platea di presidenti e atleti: "Non posso che augurarvi i migliori successi. In tutti i campi. Buona gara a tutti voi. Il mio augurio riguarda il vostro contributo al miglioramento della società del nostro Paese".

Malagò ha rimarcato che “purtroppo Roma 1960 resterà per molti anni ancora l'unica edizione dei Giochi estivi disputata nel nostro Paese. L'Italia dello sport ha conquistato sul campo un prestigio indiscutibile che difendiamo strenuamente ogni giorno con il nostro lavoro e i nostri sacrifici, senza consentire a nessuno di offuscare, ogni tanto con scelte miopi e ingiustificabili, la stima che abbiamo acquisito in Italia e fuori dai nostri confini". 

Che lo sport abbatte, perché "è l’antidoto vero contro la paura. Chi fa sport coltiva l'amicizia, non l'odio - ricorda il ministro Lotti -.

Voglio affermarlo con forza e con chiarezza: lo sport è una delle risposte più efficaci che il nostro mondo ha da offrire anche ai signori del terrore".

Erano presenti gli olimpionici Elia Viviani (ciclismo), Diana Bacosi (Tiro a Volo), Niccolò Campriani (Tiro a Segno) e, tra gli altri, Fabrizio Donato (Atletica), Matteo Castaldo (Canottaggio), Marta Pagnini (Ginnastica Ritmica), Gabriele Detti (Nuoto), Francesca Piccinini (Pallavolo), Riccardo De Luca (Pentathlon Moderno), Mirco Scarantino (Pesi), Margherita Granbassi (Scherma), Valentina Marchei (Sport del Ghiaccio), Francesca Lollobrigida (Sport Rotellistici), Filippo Volandri (Tennis), Claudia Mandia (Tiro con l’Arco), Alessandro Fabian (Triathlon), Flavia Tartaglini (Vela), Veronica Yoko Plebani (Canoa Kayak), Anika Niederwieser (Handball), Luigi Busà (Karate), Yuri Farneti (Squash), Alessia Mesiano (Pugilato), Luca Marziani (Sport Equestri), Giacomo Redondi (Motociclismo), Alberino Pascale (Armi Sportive da Caccia), Alessia Zecchini (Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Gianluca Formicone (Bocce), Rosario Maddaloni (Badminton), Letizia Ingrosso (Danza Sportiva), Erika Piancastelli (Baseball e Softball), Renato Paratore (Golf), Chiara Colantoni (Tennistavolo), Davide Spinosa (Taekwondo), Dalila Mirabella (Hockey), Thomas Degasperi (Sci Nautico), Sara Gama (Calcio), Fabio Andolfi (Automobil Club), George Biagi (Rugby), Renato Molinari (Motonautica), Alex Righetti (Pallacanestro), Sofia Goggia (Sport Invernali), nonché la rappresentanza di atleti delle Discipline Sportive Associate, tra cui Laura Rogora (Arrampicata Sportiva), Cosimo Zecca (Bowling), Marco Zanetti (Biliardo), Gayashan Munasinghe Ranga De Silva (Cricket), Ilaria Giunchiglia (Tiro Dinamico Sportivo), Daniele Macali (Dama), Mauro Sabatini (Giochi e Sport Tradizionali), Christine Kirchlechner (Orientamento), Federico Merighi (Palla Tamburello), Massimo Vacchetto (Pallapugno), Michele Godena (Scacchistica), Dario Botta (Canottaggio Sedile Fisso), Federica Gasparini (Wushu Kung Fu), Luisa Gullotti (Kickboxing Muay Thai Savate), Daniele Zambito (Twirling), Paolo Sensi (Turismo Equestre) e quella dei Rappresentanti degli Atleti e dei Tecnici in Consiglio Nazionale.

Hanno inoltre partecipato – tra gli altri - Raffaello Leonardo (Canottaggio), Daniele Lupo (Pallavolo), Clemente Russo (Pugilato), Paolo Maldini (Calcio) e una rappresentanza di grandi campioni della Walk of Fame, tra cui Nino Benvenuti, Gianni Rivera, Dino Meneghin, Gabriella Dorio, Mario Fiorillo, Ezio Gamba, Mauro Numa, Carmine Abbagnale, Giuseppe Abbagnale, Giuseppe Di Capua, Josefa Idem, Novella Calligaris, Giorgio Lamberti, Jury Chechi, Stefano Baldini, Domenico Fioravanti, Maurizio Damilano, Paola Pigni, Nicola Pietrangeli.

Per il mondo paralimpico protagonisti Alex Zanardi, Bebe Vio, Valerio Taras, Tiziano Capitani, Paul Eghaghe Osarobomwen Iyobo, Andrea Lanfri, Marco Ferrazza, Chiara Coltri, Simone Ianiro e Davide Bendotti. Hanno presenziato anche i Commissari Tecnici della Nazionale Italiana di Calcio, Giampiero Ventura, e della nazionale italiana di pallavolo maschile, Gianlorenzo Blengini, oltre a Claudio Ranieri.

(da coni.it, foto GMT)

 

Mega intervista sulla Gazzetta di Modena

 

Stefano Baldini: "La mia maratona adesso la corro in una vita nuova"

 

Il campione è direttore tecnico nelle giovanili «Un’altra sfida. Il meglio deve ancora venire»

di GIOVANNI BALUGANI

I ragazzi corrono, saltano e lanciano in un bel sabato pomeriggio di primavera. Al Campo scuola è in corso un importante raduno giovanile di atletica leggera. A guardare quei giovani c’è un altro ragazzo, che il 25 maggio ha compiuto 46 anni: Stefano Baldini. È lì in qualità di direttore tecnico delle nazionali giovanili, ma anche per la passione infinita che ha per questo sport.

 

SPORT E SCUOLA

«Non è mai stato un problema andare a scuola e fare sport insieme - racconta l’olimpionico di Atene -. Io già dalla seconda superiore facevo gare nazionali, viaggiando nel weekend. Riscontro la stessa capacità organizzativa nei ragazzi di oggi: non hanno tempo da perdere, sanno ottimizzare i tempi. Non è un caso che chi fa sport a certi livelli quasi sempre vada bene a scuola. A me piacevano le materie tecniche e anche oggi mi interesso di statistica, gestione di budget e risorse umane. Tutte materie che mi hanno aiutato come atleta nella programmazione del lavoro, d’altronde uno sportivo è il manager di se stesso. Lo sport, poi, negli anni della scuola mi ha dato la possibilità di sognare, attraverso i viaggi: già a 16 anni giravo in Europa e nel mondo. È una delle cose che amo di più, ho imparato ad essere un cittadino del mondo e sentirmi a casa ovunque. È altrettanto vero che lo sport mi ha privato di qualcosa: non sempre potevo uscire con gli amici, ma sono sacrifici che poi vengono ripagati. L’amicizia non si perde, anzi le amicizie vere non finiscono mai. Tuttora esco con ragazzi con cui andavo in giro da adolescente e facciamo di tutto per ritrovarci il più possibile».

 

SPORT E FATICA

«La fatica nello sport è relativa ed è comunque uno stimolo a superare se stessi. Lo sport, e l’atletica in particolare, ti fa sognare di poter raggiungere un obiettivo. Se in allenamento hai avuto la capacità di resistere alla fatica e di fare anche cose di cui non avevi voglia, allora anche in gara avrai la stessa capacità. E così succede nella vita di tutti i giorni. Chi fa sport ha sempre una marcia e mezzo in più rispetto agli altri».

 

L’ADDIO ALLO SPORT

«Mi divertivo ancora negli ultimi anni di carriera e forse per quello ho smesso con un po’ di ritardo. Quando si fa attività ad altissimi livelli per molto tempo si ha un po’ la paura del dopo e di dover ripartire da zero. Ma io mi ero preparato e poi ho cercato nuovi stimoli attraverso la formazione, seguendo un corso di management e facendomi ricoinvolgere nel mondo dell’atletica con la massima umiltà. Spogliarsi degli abiti del campione non è semplice, bisogna scendere dal podio. Io ad esempio non sarò mai un grande allenatore, perchè chi fa risultati straordinari difficilmente riesce a vedere gli atleti in maniera diversa da se stessi. Allora ho cercato un’altra strada, lavorando come tecnico che fa supervisione. Un’opportunità che ho colto al volo e in cui mi sono calato come uno studente. Il mio grande vantaggio è essere innamorato di questo sport e di essere curioso. È stimolante come essere un atleta e i ragazzi lo avvertono e allora bisogna dare il massimo per ripagare la loro fiducia. Lo sport nelle scuole? Il ministero della scuola se ne frega altamente, sono le società di atletica che dovranno andare nelle scuole.

 

LA FAMIGLIA

«Con i miei figli cerco di essere il più presente possibile, l’unica “eccezione” è con la maggiore quando si trova sulla pista d’atletica: cerco di starle a distanza siderale (ride, ndr). Poi ci sono i due piccoli, di 5 e 2 anni, e con loro cerco di esserci sempre, anche se con il mio lavoro non è facile. Ci sono periodi dell’anno in cui sono via anche 5 giorni a settimana, ma ce la metto tutta, anche se essere perfetti è impossibile».

 

MAI SMETTERE DI CORRERE

«Correre mi aiuta a risolvere problemi, trovi soluzioni che quando sei seduto ad una scrivania non immagini neanche. Poi lo sport è credibilità e quindi devo presentarmi bene e in forma se voglio avere un ruolo di dirigente. Senza dimenticare che correre mi permette di sedermi a tavola... Certo una volta facevo 200 chilometri a settimana, ora 40».

 

LA MIA MODENA

«Sono legato indissolubilmente al Campo scuola, in cui mi sono allenato per tantissimi anni. Qui ritrovo sempre un’atmosfera speciale ed è casa mia. Poi adoravo correre ai Tre Olmi, dove c’è un circuito molto bello. Oppure sugli argini del Secchia o a Stradello degli Orsi».

 

LA MEDAGLIA DI ATENE

«Sono abituato a guardare avanti e non indietro, sono gli altri a ricordarmi il passato. Quell’impresa per me nasce da cose semplici che per altri erano difficili, come venire a Modena e farmi dieci ripetute sui mille metri oppure sei volte i duemila. Anche grazie al prof. Gigliotti, che è stato maestro di vita e di sport. Ce la siamo spassata, vivevamo quel periodo con la leggerezza e la consapevolezza di fare grandi cose. Tenendo conto che ci sono gli altri: se sono più bravi ci si vede la prossima volta. Ma il giorno migliore deve ancora venire».

Un abbraccio a Laura Biagiotti

E' stato un piacere sfilare per te. Un grande bacio a Lavinia.

Ad Agropoli per la prova del percorso degli italiani di mezza

 

 

L'olimpionico Baldini nel Cilento sul percorso dell'Half Marathon

 

Una giornata da ricordare per atleti e appassionati podisti cilentani. Nella giornata di ieri, infatti, hanno avuto l'onore di correre con Stefano Baldini, medaglia d'oro ad Atene 2004. Baldini ha effettuato una ricognizione in corsa lenta del percorso della gara podistica Half Marathon, tra Agropoli e Paestum, allo scopo di studiarne l'allenamento per gli aspetti più peculiari.

 

Il 15 ottobre prossimo, la gara di mezza maratona che si corre nel Cilento rappresenterà una tappa del campionato italiano. Insieme a Baldini ieri hanno effettuato il percorso diversi appassionati che non hanno perso l'occasione di rubare uno scatto con il campione. 

Baldini in carriera, oltre alla medaglia d'oro olimpica di Atene (conquistata con il record sulla pista ellenica, battuto solo dopo 10 anni dal kenyota Kandle), può vantare un palmares di assoluto prestigio condito da vittorie importati come i due ori ai campionati europei di atletica leggera (Budapest 1998 e Goteborg 2006) e le due medaglie di bronzo ai mondiali di atletica leggera a Edmonton nel 2001 e a Parigi nel 2003. L'Half Marathon, organizzata dall'associazione Libertas Agropoli del presidente Roberto Funicello è diventata un punto di riferimento per tantissimi atleti negli ultimi anni raccogliendo oltre 2.000 iscrizioni nelle ultime edizioni disputate. Si tratta di una gara podistica di 21 km con partenza ed arrivo ad Agropoli con tappa a Capaccio Paestum. (ilmattino.it/salerno)

 

 

Su Repubblica l'omaggio all'amico Denis Curzi

 

 

Da Baldini a Goffi e Ruggiero, tutti in gara per l'addio di Curzi all'agonismo

 

Domenica a San Benedetto del Tronto l'ultimo atto della carriera del runner marchigiano, ex cam-pione italiano di maratona. Baldini: "Il nostro segreto? Correndo sapevamo divertirci"

 

Sono arrivati a San Benedetto del Tronto, nelle Marche, da ogni angolo d'Italia per salutarlo e cele-brarlo, Come ai vecchi tempi, quando in palio c'erano olimpiadi, mondiali e campionati europei. Solo che stavolta, Stefano Baldini, Maurizio Leone, Danilo Goffi, Giovanni Ruggiero, Debora Toniolo, Migi-dio Bourifa, Ottavio Andriani e Gianni Bruzzi parteciperanno alla gara "Corri per Martina" di domeni-ca, organizzata dai Lions e dall'Ads Running Team "d' lu Mont",  per immortalare con un'istantanea di gruppo l'addio all'attività agonistica di Denis Curzi.  Per la circostanza, anche la sua terra gli  tri-buterà  un applauso lungo quasi 9 chilometri sul  percorso più bello della città: la riviera che, oltre a rappresentare il salotto della Tirreno-Adriatico, si trasformerà nel riconoscimento unanime all'atleta nell'ultimo atto della sua carriera. Una vittoria ai campionati italiani di maratona, un terzo posto agli europei a squadre di Barcellona, poi successi internazionali sparsi sempre nei 42,195 km. Più altre vittorie nelle mezze martone e nei 10.000 metri.  Insomma, un discreto palmares in una fase storica nella quale la maratona italiana dominava il mondo.

Non è stato facile per Denis farsi avanti nell'atletica: già a 18 anni era costretto a fare i conti col de-stino che gli aveva imposto di abbandonare qualsiasi sogno sportivo e trovare un'occupazione che gli garantisse un po' di sicurezza. Con un padre che ti muore prematuramente, d'altronde, devi pensare subito a crescere, non c'è  spazio per la gloria. Denis finito il turno in azienda, scalpitava. Correva la domenica come gli altri e più di tutti vinceva e migliorava i tempi. Prima però il lavoro, poi le compe-tizioni con Goffi, Baldini, Ruggiero e gli altri campioni. I successi arrivavano ma il lavoro restava sempre al primo posto.  Romano Tordelli, anche lui marchigiano della terra di Leopardi e tecnico del-la nazionale, convocò Denis Curzi nel 2000. Poco prima qualcuno aveva pensato di inserire il runner marchigiano nel gruppo sportivo dei Carabinieri. Denis aveva finalmente cambiato vita: la sua pas-sione era diventata un lavoro. E che lavoro!. "Nei lunghi ritiri - ricorda Giovanni Ruggiero - coordina-vo le attività casalinghe: lui, invece, come lo chiamavo io era lo scoordinatore. Sa il segreto di tanto successo? Eravamo un gruppo d'acciaio e soprattutto eravamo consci di essere dei privilegiati per-ché la nostra passione veniva pure retribuita". "La differenza? - racconta Stefano Baldini - Era la no-stra serenità. Avevamo voglia di divertirci". E se sentite il festeggiato, Denis Curzi,  non distorce il suono dell'orchestra: "Il messaggio che lancio ai giovani? Divertitevi, prendete lo sport come diver-timento". "Eravamo capaci - ricorda ancora Ruggiero - di ridere fino a pochi secondi prima che ini-ziasse il mondiale,  sistemandoci sulla linea di partenza.... Poi si diventava seri". "Facevamo tanti sacrifici ridendo - dice Danilo Goffi - oggi non c'è più voglia di sottoporsi a tanta fatica". "Denis? - conclude Baldini - Si merita tutto il bene possibile. Un grande atleta che si è tolto le sue belle soddi-sfazioni.  Come persona rappresenta l'indole dei marchigiani che grazie ad una semplicità innata sdrammatizzano tutto". Non è un caso se certi campioni hanno continuato nell'ambito sportivo e nel-la vita di tutti i giorni ad essere protagonisti. E proprio domenica, tornando nuovamente insieme, dimostreranno che i loro valori sono la password universale della vita. (repubblica.it)

 

 

Stefano per Dynamo Team Challenge

27 e 28 maggio, torna il Dynamo Team Challenge, il fundraising personale contro il cancro

 

L'ex campione olimpico di maratona Stefano Baldini: «Cosa c’è di più semplice e trasversale per fare del bene alle persone?». Appuntamento a Limestre (Pt)

 

Due giorni di sfide con il ciclismo a farla da padrone, ma anche giochi di squadra per rendere ancora una volta coinvolgente il Dynamo Team Challenge, appuntamento presentato a Roma presso il circo-lo Canottieri Aniene, che per il quinto anno porterà tanti sportivi più o meno famosi sulle colline dell’Appennino pistoiese. In molti, il 27 e 28 maggio prossimi arriveranno al Dynamo Camp di Limestre, centro di Terapia ricreativa che durante le vacanze estive accoglie gratuitamente bambini con patologie gravi o croniche.

«Cosa c’è di più semplice e trasversale per fare del bene alle persone?», ha sottolineato Stefano Baldini, campione olimpico di maratona ad Atene 2004. Sì, perché, per aiutare il progetto a finanziarsi non bisogna far altro che attivarsi in prima persona con il meccanismo del personal fundrai-sing, modello già sperimentato con grandissimo successo negli Stati Uniti dal Pan Massachusetts Challenge, capace negli ultimi 37 anni di raccogliere 550 milioni di dollari per la ricerca contro il cancro. Chi inizia la raccolta fondi si dà un obiettivo liberamente definito e chiede sostegno a amici, colleghi, conoscenti per raggiungerlo.

Nel programma del Dynamo Team Challenge quattro percorsi amatoriali e cicloturistici variabili tra i 35 e i 90 km, un torneo di tennis a squadre, prove outdoor e, novità di questa edizione, il Trail Challenge, sempre all’interno dell’oasi Dynamo affiliata al Wwf. (corriere.it)

 

 

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