Riflessioni

E’ stato un weekend molto impegnativo, oltretutto “allungato” dalla vittoria di Giorgio Di Centa che mi ha portato il giorno dopo la sua impresa alla Gazzetta. Domenica la gara a Salsomaggiore è andata molto bene, 14 miglia in 68’25” (63’55” alla mezza maratona) è il risultato che mi ero posto come obiettivo considerando il percorso scorrevole (leggera discesa nei primi km). Ho faticato troppo però, il che mi dice che la strada è ancora lunga e dovrò allenarmi molto per essere competitivo a Londra. Non sarò probabilmente a posto per poter raggiungere il mio sogno primaverile (mi sarebbe piaciuto fare il personale) ma non si sa mai, mancano delle settimane importanti anche se ho perso troppo tempo ultimamente. Il tendine è andato benissimo, non ho più nessun problema, la scelta di fare un primo periodo al caldo è stata felice. Poi dopo la gara imparo che Di Centa ha piacevolmente ribaltato il mio pronostico (Piller Cottrer oro) vincendo la 50 km di fondo alle Olimpiadi di Torino e il telefono è diventato rovente, troppe cose abbiamo in comune io e Giorgio perché i giornalisti non iniziassero a telefonare, e così l’incontro in Gazzetta ieri è stato inevitabile. Ho conosciuto un ragazzo veramente a posto, con una famiglia al seguito stile “Mulino Bianco”, bellissimo, poi nei suoi occhi e nel suo modo di fare ho rivissuto i miei momenti post olimpici, la preoccupazione per i tanti appuntamenti che iniziano a fissarsi sull’agenda, la situazione che pare sfuggire di mano ma anche la gioia per un risultato inseguito una vita e la soddisfazione di aver dato il meglio nell’occasione più importante. Gli ho dato dei consigli, per quello che posso dire io, e cioè di vivere al massimo questi giorni perché saranno momenti che non passeranno più anche se dovessimo vincere un altro oro olimpico, non sarà la stessa cosa. Sono felice per lui che non aveva mai vinto cose importanti e ha dimostrato che a 33 anni si può sempre trovare l’occasione giusta, bisogna crederci sempre e non mollare mai. Poi sono contento anche per me, molti mi hanno citato come fonte di ispirazione (Piller e Fabris), Ciampi pure lui mi tirato in ballo di nuovo ed io senza far nulla sono finito ancora sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport, ma forse la cosa importante, il mio segno, lo avevo già lasciato 18 mesi fa. In questi giorni mi sto ritrovando però a pensare che Goteborg e Pechino non sono lontane e che io non sono poi così “vecchio”, e allora sotto col lavoro. Intanto penso anche al dopo, sabato inauguro il negozio Baldini Fun Runners a Sant’Ilario, sarebbe bello avere come ospiti molti di voi, vi aspetto numerosi. Ciao e a presto.