Trento, Pettinengo e stop

Ho concluso questo periodo di gare. Ho viaggiato, corso, mi sono stancato e divertito insieme, direi proprio quello che cercavo da queste competizioni. Due le ho pure vinte (Capri e Scicli, il sud mi porta sempre bene) e siceramente non credevo di correre così bene nonostante l'allenamento "leggero" di questo periodo. A Trento c'erano anche i Campionati di Società e quindi l'obiettivo era far punti per la mia squadra, missione compiuta, anzi con Mascheroni che è arrivato 4° abbiamo acciuffato un bronzo in mezzo agli squadroni militari. Pettinengo invece è stata pura e semplice esibizione (di fatica) ma le sensazioni sono state quella della settimana precedente: buona tenuta e velocità, scarso cambio di ritmo, quindi contro atleti africani che hanno personali vicino ai 13' sui 5000 non potevo fare di più, ma mi è piaciuta la costanza di rendimento e il non mollare fino alla fine. In tutto ciò rimane sorprendente l'effetto che fa la mia presenza a queste manifestazioni: sono sempre sommerso da decine di richieste di autografi, fotografie e quant'altro; la cosa mi fa molto felice e mi presto sempre volentieri, soprattutto quando sono i più giovani a farsi avanti, speriamo serva per portare più ragazzi possibili alla corsa e sono davvero felice di toccare con mano che la gente mi vuol bene avunque io sia, in un momento non felicissimo dal punto di vista personale è una grande medicina. Ora è tempo di ricominciare ad allenarsi a tempo pieno e a programmare il futuro: in questi giorni ha fatto notizia la decisione di correre la maratona agli Europei del 2006, come se tutti si aspettassero una mia rinuncia a quella gara per correrne u'altra più remunerativa; io dico che è normale che faccia le gare della nazionale, sono quelle che mi motivano di più e basta, mica ci sono solo i soldi nella testa di un atleta, poi è chiaro che sarò a Goteborg solo se in condizione di puntare al podio, cosa che naturalmente mi auguro. E via che si va a correre. Ciao e a presto.