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Due ori di Atene sulla pista di Cecina

Il campione della maratona Stefano Baldini è sulla costa per coniugare mare, relax e allenamenti, ha ritrovato un altro oro del 2004, Paolo Bettini

Stefano Baldini, il maratoneta medaglia d’oro alle olimpiadi di Atene 2004 e campione mondiale della mezza maratona, ha scelto la riviera cecinese per le vacanze e per coniugare il relax all’attività che porta avanti da diversi anni ormai, in qualità di direttore tecnico del settore giovanile della Fidal, la federazione italiana di atletica leggera.

In questi giorni, sulla pista di atletica messa a disposizione dal presidente dell’Atletica costa etrusca, Baldini si è allenato ed ha allenato sua figlia Alessia, velocista, e la giovane atleta bibbonese Alessia Niotta, già da qualche anno nel giro della nazionale azzurra.

Per l’occasione gli hanno fatto visita il consigliere delegato allo sport Mauro Niccolini e il consigliere Francesco Gori, accompagnati da un altro olimpionico, Paolo Bettini, anche lui medaglia d’oro ad Atene come maratoneta. L’amminstrazione comunale ha donato a Stefano Baldini e Alessia Niotta il “coccetto” in terracotta, simbolo della zona. 

“Per noi è un onore che un campione del tuo livello scelga la nostra zona per le vacanze e per gli allenamenti - ha sottolineato Niccolini consegnando l’omaggio -. Un omaggio anche ad Alessia, giovane campionessa, che sta portando in alto i nostri colori, augurandole i migliori risultati possibili”.(quinewscecina.it)

Grosseto 2017 «È la sede ideale per la preparazione ai grandi eventi»

«Vi ho fatto divertire? » chiede il presidente Fidal Alfio Giomialla stampa, mentre la tribuna dello Zecchini canta a squarciagola l’inno di Mameli durante la premiazione della staffetta azzurra 4x400 campione d’Europa.

 

È l’ultimo atto di una manifestazione che rimarrà nella storia per una serie di motivi, a cominciare dalle presenze di pubblico sugli spalti dello Zecchini, arrivate a sfiortare le ottomila unità.

 

«L’Italia ha preso la via della maturità – è il commento del commissario tecnico della nazionale Stefano Baldini – Il medagliere ha un valore relativo, anche se abbiamo fatto il record di medaglie, di medaglie d’oro, abbiamo fatto quasi il record di punti, che è la classifica che m’interessa di più: ti dice la profondità di questo movimento che ha prodotto 24 primati personali, 24 finalisti. Sono molto soddisfatto di questa squadra che si è espressa al meglio, anche in considerazione che abbiamo messo tanti ragazzi under 18, under 19 in una manifestazione che dovrebbe essere formativa ma che per molti è stata qualcosa in più: vedi le medaglie di Visca, Battocletti e quella della Vandi nella 4x400 femminile. C’è una grande armonia nel settore giovanile. I ragazzi vengono fuori nel momento che conta: quattro primati nazionali non sono pochi e c’è stata la conferma delle nostre punte. Il fatto che negli Europei Under 23 in Polonia e qua a Grosseto abbiamo vinto il medagliere maschile e questo la dice lunga come stiamo lavorando e di cosa spero di dare a Locatelli per l’alto livello. 

 

Io godo di uno staff di alto livello, che ho implentato con ex atleti come Vizzoni, Mori, Frinolli. È il risultato di un anno di grande lavoro che ci deve portare a fare un salto di qualità. Ecco perché il mio ruolo è sul settore giovanile ma anche sullo sviluppo». 

 

I meriti di Grosseto. Baldini fa presente che «la motivazione di questi ragazzi si è vista fin dalla cerimonia inaugurale: cantavano l’inno per le vie di Grosseto. Questo evento ha coinvolto tutta la città. Ci eravamo preparati bene e questo grazie a Grosseto, una sede di allenamento abituale». 

 

«Continueremo – aggiunge il ct Baldini – a utilizzare Grosseto perché ci regala, dopo queste gare, un impianto eccezionale. Ci siamo trovati benissimo. A fine ottobre saremo qui per la programmazione annuale per l’under 20. Quindi un arrivederci a Grosseto nella speranza di poter utilizzare questo impianto anche per manifestazioni di carattere nazionale come i campionati italiani, perché qua si sta veramente bene e la pista è stata rifatta alla grande: al di là del vento contrario nella velocità pura si sono visti dei risultati eccezionali sia dalle pedane che in pista». 

 

Cosa le rimane di questa esperienza?

 

«La tanta energia che questi ragazzi regalano all’atletica italiana. Io e miei collaboratori dobbiamo solo alimentarla, continuare a darci dentro: gli altri non ci aspettano». 

 

L’emozione più grande? «Nella staffetta 4x400 che ci ha dato l’oro sembrava venisse giù lo stadio tanto era l’entusiasmo. Di questa esperienza mi rimarrà anche la tribuna, il pubblico che ha spinto Aceti, la Battocletti alla medaglia cui tenevano tanto. Organizzare significa anche questo: dare motivazioni all’ambiente». 

 

Il pubblico di Grosseto è partito innamorato di Filippo Tortu, ma ha imparato ad apprezzarne anche altri atleti.

 

«È bello così, oltre a Tortu ci sono stati altri ragazzi che si sono fatti voler bene. In primis Aceti, e lo dico scherzosamente, ha anche battuto Filippo nel medagliere: lui la doppietta d’oro l’ha fatta, mentre Tortu ha fatto oro e argento. E quindi i due compagni di allenamento sul campo di Giussano portano a casa un bel bottino. Filippo è stato un capitano eccezionale, come la Di Lazzaro alla quale è mancata solo la medaglia. Abbiamo una squadra con un gran carattere». (iltirreno.it)

 

 

Su Sky Sport 24 speciale Ius Soli da Grosseto

 

Speciale Ius Soli: la situazione nello sport italiano

In un servizio per Sky Sport 24 (guarda il video video), Fabrizio Monari analizza la situazione legata allo Ius Soli nello sport italiano, specialmente nell’atletica in occasione dei Mondiali Under 20 di Grosseto.

 

Grosseto 2017: energia giovane e grande atmosfera

 

Il presidente FIDAL Alfio Giomi e il DT del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini commentano la 24esima edizione dei Campionati Europei under 20 appena conclusa nella città toscana video

Quattro giorni e quaranta ore di gare. 1159 atleti di 47 nazioni che si sono contesi le medaglie e i 44 titoli in palio. 42 ore di evento trasmesse in Eurovisione, 125 operatori dei media accreditati da tutta Europa comprese diverse TV internazionali. Ecco solo alcuni dei numeri della 24esima edizione dei Campionati Europei under 20 appena conclusi a Grosseto. "Una città - commenta con soddisfazione il presidente FIDAL Alfio Giomi alla guida anche del Comitato Organizzatore di Grosseto 2017 - che è tornata ad accoglierci dopo gli Europei Juniores del 2001 e i Mondiali U20 del 2004. Con impianti rimessi a nuovo e uno stadio pieno come non mai con un'atmosfera meravigliosa. Penso che chi è venuto a vedere le gare dal vivo avrà da raccontare un'esperienza indimenticabile così come quella dei giovani atleti in pista. E' stata stimata una media di 10-12.000 presenze che si sono alternate nel corso di ogni singola giornata. Non posso che ringraziare chi ha permesso all'Italia dell'atletica di vivere questa fantastica avventura: l'Amministrazione Comunale in primis, le aziende partner, i giudici, i volontari e tutto lo staff del comitato organizzatore. Presto avremo i dati ufficiali di uno studio che abbiamo commissionato per valutare l'impatto della manifestazione sul territorio che, a quanto pare, in questi giorni ha registrato un autentico sold-out nelle strutture ricettive. Tanti buoni motivi che qui non possono non far pensare al futuro". 

BALDINI: "UNA SQUADRA FANTASTICA!" - Grosseto 2017, il giorno dopo. Allo Stadio Zecchini oggi non ci sono gare, ma nell'aria resta l'eco freschissima del fantastico finale degli Europei under 20: l'oro della 4x400 azzurra maschile con l'inno d'Italia cantato a squarciagola da tutta la tribuna, compreso il DT del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini. "La voce anche stavolta se ne è andata, come purtroppo questi bellissimi giorni di gare. Tra Bydgoszcz e Grosseto abbiamo vissuto due settimane di grande lavoro, ma anche di grandi soddisfazioni. Risultati che, grazie al confronto con il resto del Vecchio Continente, ci danno delle certezze e delle indicazioni su quello che c'è ancora da fare. Degli Europei U20 resteranno tante emozioni e il ricordo di un evento che ha dato belle risposte sia in pista che dal punto di vista organizzativo. Eravamo il paese ospitante e penso che abbiamo fatto una bella figura". 

 

Il bilancio finale della rassegna continentale non è fatto solo di cifre, ma anche di tante storie. "9 medaglie, 111 punti, 24 finalisti, 5 record italiani e 25 primati personali. Siamo di nuovo a piani alti di classifica a punti e medagliere con il primo posto in quello maschile come una settimana fa agli Europei U23. Ogni medaglia ha una storia e un percorso: aggiungere al podio individuale quello di squadra in staffetta come hanno fatto Aceti, Tortu e Sibilio, battendo primati che resistevano da tanto tempo è un bel valore aggiunto. I quartetti azzurri sono stati assolutamente protagonisti a Grosseto e considerando che tre dei componenti della 4x400 l'anno prossimo saranno ancora juniores, li aspettiamo in azione anche ai Mondiali U20. Insomma, tanti bei mattoncini per il futuro del nostro sport". Che cosa ha fatto la differenza a Grosseto? "Sicuramente l'atmosfera: è stata entusiasmante e ha generato una bella energia per l'atletica italiana che ora non bisogna assolutamente disperdere. E' il frutto di un lavoro programmato e iniziato da tempo con atleti, tecnici personali, società e staff tecnico federale. Grazie perché ognuno ha fatto la sua parte e questi risultati sono merito di tutti".    

LIVELLO TOP, ECCO LA GENERAZIONE DEI MILLENNIALS - "Molte prestazioni, come il livello complessivo della manifestazione, sono state davvero di spessore internazionale - continua l'olimpionico di maratona ad Atene 2004 -. Su tutti i record del mondo del decathlon del tedesco Kaul e della 4x100 femminile della Germania (43.27 in batteria, ndr) e in generale i salti in estensione su una pedana fantastica. Atleti giovani come il triplista Dallavalle o "millennials" come Battocletti, Coiro e Visca si sono fatti trovare pronti nell'occasione che conta. Questa è la mentalità giusta che vogliamo vedere nei nostri ragazzi e nell'ambiente da cui provengono che ha permesso loro di crescere con serenità. Altri magari non erano al 100% e qui non sono potuti esserci: penso alla Zenoni che ci ha provato fino all'ultimo o alla Tommasi, frenata da un problema fisico, ma che nei 5000 sarebbe stata sicuramente protagonista. Attenzione, però, perché non finisce qui. Questo luglio azzurro continua con l'EYOF a Gyor in Ungheria: in un mese oltre 200 giovani tra i 15 e i 22 anni avranno vestito la maglia della Nazionale".

"I ragazzi a Grosseto ci hanno fatto sognare e divertire - aggiunge Tonino Andreozzi, assistente alla Direzione Tecnica del settore giovanile -. E penso che questo sia arrivato al tanto pubblico che c'era in questi giorni allo stadio e che ha ha dato una bella spinta in più quando si trattava di correre quell'ultimo rettilineo sotto la tribuna. La squadra è stata compatta e coinvolgente anche nel fare il tifo. Ma la squadra è anche quella dello staff tecnico federale a cui contribuisce la costante collaborazione con i tecnici personali". Da Grosseto ora il testimone passa a Boras, in Svezia, sede della prossima edizione degli Europei U20.(www.fidal.it)

 

Fare l'atleta è una scelta e va seguita fino in fondo. Il cervello di un top runner deve pensare:"Correre è il mio mestiere, la mia professione". Solo così farà di tutto per farlo al meglio facendo leva su ogni tipo di motivazione, da quella agonistica a quella economica. Quando le motivazioni sono forti i risultati arrivano e una motivazione forte è l'unica strada che ci permetterà di reggere alla concorrenza dei paesi africani.
Stefano Baldini

 

 

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